Guerre tra poveri a Serra D'Aiello tra matti e nazisti
Pubblicato da Eleonora Bianchini, Blogosfere Staff alle 13:46 in Protagonisti
Qualche giorno fa, a proposito del petrolchimico di Gela, ricordavo quell'orribile slogan "meglio morti che disoccupati", lanciato dagli operai rimasti a casa quando l'impianto fu chiuso causa tumori.
Ho detto qualche volta come la penso riguardo alla mistica del posto di lavoro. Ad esempio qui: Il disoccupato è stato finora persona invisibile, che striscia lungo i muri oppresso dalla propria vergogna e dal proprio senso di colpa. Nulla come la disoccupazione è stato causa di depressioni, ansie, persino tentati suicidi.
Il terrore di restare senza lavoro, terrore che va molto aldilà del problema di pagare l'affitto e le bollette (lo dico per esperienza personale e ripetuta), conduce le persone a scelte dissennate e prive di qualsiasi raziocinio. L'operaio che preferisce morire di tumore al rimanere disoccupato ne è un chiaro esempio: che ci fai col posto di lavoro, quando sei morto? "Lo faccio per la famiglia", è in genere la risposta, come se un figlio preferisca un padre sottoterra al mangiare pane e cipolla.
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