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Italia, 58.000 metri cubi di scorie radioattive da spedire in Usa. E la stampa tace

Eleonora Bianchini avatar Giovedì 6 Dicembre 2007, 12:41 in Tendenze & Scenari di Eleonora Bianchini
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Quando in Italia si torna a parlare di nucleare, il problema delle scorie radioattive è "messo sotto al tappeto", scrive Ecoalfabeta. Eppure, in Italia abbiamo 58000 m³ di scorie radioattive (vedi l'Audizione al parlamento del Presidente Sogin, citato da Zona Nucleare).

Marco Pagani spiega che i media non ne parlano, dal momento che preferiscono sempre di più indugiare sulla cronaca rosa/nera, ma l'Italia intende spedire una buona parte di questi rifiuti radioattivi negli USA. Si tratta di circa 36000 m³, pari a 20000 tonnellate.

I trasporti, affidati alla Energy Solutions dovrebbero avvenire via nave per un tragitto di oltre 10 mila km (le navi non affondano mai, si sa) e durare per un periodo di cinque anni. Dai porti di Charleston e New Orleans dovrebbero in seguito proseguire in treno (anche i treni non deragliano mai ) fino ad un impianto di processamento a Bear Creek, Tennesse (oltre 500 km di viaggio) per essere infine inviati una discarica radioattiva a Clive, Utah, circa 100 km a ovest di Salt Lake City (altri 2200 km di viaggio). Ma se in Italia non se ne parla, in Usa accade il contrario, come segnala Vistidalontano. Per continuare a leggere cliccate qui.

Petrolio invece ci parla dell'OPEC che non aumenta la produzione o annuncia i soliti 500 mila barili che poi non si vedono.

Debora Billi
scrive che gli analisti si comportano ancora come se l'OPEC potesse aprire e chiudere i rubinetti a piacimento, dimenticando che ben otto membri OPEC sono ormai ufficialmente in declino (ovvero: Indonesia, Iran, Iraq, Kuwait, Libia, Qatar, Emirati Arabi, Venezuela). La verità è che l'OPEC, con molta probabilità, non può aumentare la produzione e sta contando parecchio sulla recessione economica che pare profilarsi all'orizzonte e che dovrebbe alleggerire la pressione sulla domanda di petrolio mondiale. Cliccate qui per continuare a leggere.

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