Cerca
Blogosfere
Mag 0822

Rate e mutui a tasso varibile: quello che Tremonti e le banche non dicono

Pubblicato da Eleonora Bianchini, Blogosfere Staff alle 14:56 in Economia e Cittadino


mutuocasafamiglia.jpg

Finalmente!, avranno pensato ieri le famiglie italiane, sollevate dalla novità fiscale annunciata dal Ministro Tremonti per le rate del mutuo, resa possibile dalla negoziazione con le banche. In realtà, è bene mettere a fuoco i vantaggi e gli svantaggi dell'operazione. Paolo Landi di Adiconsum, ad esempio, esprime alcune perplessità che andranno a incidere direttamente sulle famiglie italiane. 

Infatti, sa come è stato spiegato l’accordo, sembrerebbe che oltre 1 milione di famiglie avranno una riduzione del costo del proprio mutuo a tasso variabile.
Infatti viene ridotta la rata del mutuo, ma la durata del prestito si allunga e ciò che non si è pagato oggi, sarà pagato in futuro caricato dei relativi interessi

L'anno preso a riferimento è il 2006, in cui però si erano già registrati gli aumenti più rilevanti. L’abbassamento della rata del mutuo a tasso variabile di circa 100 euro viene addebitata su un conto finanziamento. Su queste somme maturano interessi ad un tasso fisso (oggi del 5,13%) che si cumulano nel corso degli anni fino alla scadenza del mutuo.
 
Il vantaggio per le famiglie è una rata del mutuo compatibile con il proprio reddito, ma ciò non comporta alcuna riduzione dei relativi interessi maturati e il pagamento di ulteriori interessi a scadenza. Parlare, quindi, di benefici di 800-1000 euro è assolutamente fuori luogo. I vantaggi sembrano più per le banche che per i mutuatari.

Secondo l'associazione dei consumatori, sono molti gli aspetti ancora da chiarire e che possono incidere sulla valutazione dell’accordo. Ad esempio la tenuta del conto finanziamento è gratuita oppure vi gravano dei costi? E le quote accantonate sono solo interessi o quote di capitale?

E in caso di abbassamento dei tassi ritorno ad una bassa inflazione, il mutuatario deve aspettare a fine mutuo per estinguere il debito accumulato sul conto finanziamento? Infine, rientrano nell’accordo anche i mutui cartolarizzati o in sofferenza?
 
Per Adiconsum, chiede di partecipare al tavolo Governo-Abi sia per esaminare tutte le condizioni dell’accordo, la proposta di Tremonti risponde ad una esigenza reale, ma condizioni così rigide possono rappresentare anche un peggioramento rispetto alle rinegoziazioni individuali. E voi, cari mutuatari, cosa ne pensate?

Trackback

Indirizzo di TrackBack per questo post:
http://blog.blogosfere.it/mte/mt-tb.php?tb_id=118549

Commenti

1. maria giovanna arcadu, Venerdì 27 Giugno 2008 ore 14:43

Credo che ad una semplice situazione economica come quella dell'aumento del costo del denaro, il signor tremonti dovrebbe farci un favore:applicare le teorie keynesiane (che lui spero conosca! o forse le ignora) ,e fare in modo che il reddito di tutti noi mutuatari aumenti. semplice ,banale,lo capirebbe anche un bambino!

2. ZZI, Martedì 2 Settembre 2008 ore 23:08

Se posso aggiungere qualcosa io.... Io vendo i mutui per una banca.....
Lo sapete che cosa i clienti non capiscono mai? che i tassi sui mutui SONO DUE sia che il mutuo sia a tasso fisso, sia che il mutuo sia a tasso variabile.  
Il tasso di ammortamento (inteso come la proporzione del decurtamento del debito, in parole povere in che modo, con che percentuale, ogni mese viene decurtato il debito)e quello degli interessi. Il tasso di ammortamento, = "tasso di ingresso" o espressioni similari E' LO STESSO SIA SE IL MUTUO E' A TASSO FISSO SIA SE IL MUTUO E' A TASSO VARIABILE E NON CAMBIA DURANTE TUTTA LA DURATA DEL MUTUO (LEGGETTEVI BENE I CONTRATTI!!!!!!!)
Nel caso di un mutuo a "tasso fisso" si paga allo stesso tasso (CON LA STESSA PERCENTUALE PER ES. 5,75%, 6,50% ECC)sia il debito-il tasso di ammortamento-, che il guadagno della banca-il tasso di interessi.
Se il mutuo è a tasso variabile il tasso di ammortamento è lo stesso dell'inizio del mutuo, (perchè ripeto non cambia mai è lo stesso per tutta la durata del mutuo come da contratto)e il tasso di interesse è legato al parametro di riferimento (Euribor a 6 a 3 o a 1 mese su base 360 gg + spread di solito oppure Iris a 5,10 anni + spread ), parametro che viene scritto nel contratto di mutuo.  
ATTENZIONE nei casi di tasso variabile il tasso di ammortamento (=tasso di ingresso =tasso di decurtamento del debito)di solito è più basso di quello fisso offerto nello stesso periodo dalle banche.....Ovviamente le banche si tutelano dal possibile rialzo dei tassi.  Mica possono perder soldi no?.
ATTENZIONE se il mutuo è vecchio, del 2001,2002,2003, 2004,2005 per es.il tasso di ammortamento è MOLTO più basso ovviamente. Allora i tassi erano in picchiata......PERCHè NON AVETE FATTO I MUTUI A TASSO FISSO ALLORA?????
Se si rinegozia il mutuo ora, in momenti in cui il tasso è in piena RISALITA, verrà applicato un NUOVO tasso di ammortamento e un NUOVO tasso per il pagamento degli interessi, PIù ALTO DI PRIMA che, essendo adesso il mutuo fisso VARRA' SIA PER LA DECURTAZIONE DEL DEBITO CHE PER IL PAGAMENTO DEGLI INTERESSI.
RISULTATO: il debito verrà decurtato più lentamente..... (fatevi fare il piano di ammortamento con tutte le opzioni e vedrete.....) Con ogni rata verranno pagati meno debito e più interessi alle banche.....nonostante le rate siano più piccole......E quando si finisce a pagare il mutuo?????? Chiedete a quelli che hanno stipulato i mutui che prevedono il pagamento delle prime rate (molto basse) solo di interessi.....chiedetegli cosa si prova a pagare per anni.....e trovarsi con lo stesso DEBITO dell'inizio......
Se il decreto Tremonti stabilisce che al mutuo vengono "accodate" nuove rate secondo l'andamento dei tassi e A FRONTE DEL DEBITO RESIDUO AL MOMENTO DELLA FINE NATURA DEL DEL MUTUO ORIGINALE.......io mi chiedo: già pago più lentamente il mio debito perchè mi è aumentato il tasso di ammortamento, visto che lo faccio fisso ora, e quante rate in più pagherò poi???? Chi ha una palla di cristallo e riesce a sapere l'andamento dei tassi tra 20 anni??????
Tra l'altro le prime rate sono quasi tutte di interesse (c.d. "ammortamento alla francese").  Questa regola si inverte verso la metà del mutuo.  Perchè cambiare le regole quando, lasciando il mutuo al vecchio tasso di ammortamento, si sta pagando più capitale AD UN TASSO INFERIORE?????.  
Se non vi fidate di qualcuno che lavora all'interno....chiedete a quelli che avevano stipulato mutui a tassi variabili negli anni '80 e '90 con tassi di ammortamento dal 6% al 8% e tassi di interessi legati all'euribor+spread, che stavano alla fine dei mutui nel 2003-2004, e quindi pagavano rate quasi di puro capitale.  Chiedete come si sentivano quando, mentre tutti festeggiavano per l'abbassamento dei tassi (l'euribor era arrivato a toccare minimi del 2%, 3%), e loro AVEVANO RATE PIù ALTE!!!!!!!
IN DEFINITIVA: fatevi bene i conti in tasca, chiedete a più persone.  Fatevi stampare i piani di ammortamento dei mutui. Non rimandate troppo i pagamenti.  Casomai se proprio non ce la fate a pagare le rate, fate la surroga o la rinegoziazione del mutuo a tasso fisso mantenendo la stessa durata, se il tasso è decente, le spese poche e le rate sono accettabili.
PS. le rate appaiono più basse per il meccanismo del  pagamento "alla francese" non perchè Tremonti è un santo......

3. mirko, Giovedì 5 Novembre 2009 ore 07:06

siete tutti na massa di truffatori e basta

Scrivi un commento

:

:

:

(facoltativo):

Attendere la pubblicazione del commento
Forum
Foto & Video
Post più letti
Ultimi commenti
Archivi
  • Mappa del blog
Tag
Newsletter
Logo Blogosfere
Cronaca e Attualità
Cultura
Economia e Finanza
High Tech
Politica e Società
Scienza e Salute
Spettacoli
Sport e Motori
Style e Fashion
Tempo libero

Speciali
In cerca d'autore
  • Vuoi curare uno dei nostri blog in cerca d'autore? Per conoscere i blog liberi scrivici a bloggers@blogosfere.it
Business Blog
Ultime di Economia - Finanza
Ultime da Blogosfere
Link utili
Partner tecnici
  • Logo SixApart
  • Logo MySyndicaat