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Alitalia, piloti al collasso: la lettera dal fronte e il piano B Air One-Ryan Air

Eleonora Bianchini avatar Lunedì 15 Settembre 2008, 09:50 in Primo Piano di Eleonora Bianchini
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Mentre anche gli elettori del Popolo della Libertà invocano il fallimento di Alitalia e accantonano l'idea della cordata, scrive Giornalettismo, pare sia stato raggiunto un accordo quadro anche se le associazioni dei piloti (Anpac, Up, Avia, Anpav e SdL) lo giudicano carta straccia, riporta mondopoliticablog. L'Asca spiega nel dettaglio quanto prevede il nuovo accordo:

salgono da 11.500 a 12.500 le assunzioni previste nella nuova Alitalia (1.550 piloti, 3.300 assistenti di volo e 7.650 fra operai, impiegati, quadri e dirigenti). Il piano prevede anche una capitalizzazione iniziale di un miliardo insieme all'obiettivo di raggiungere il breakeven operativo in due anni. L'accordo conferma inoltre l'impegno alla stabilita' dell'azionariato per cinque anni e l'obiettivo di un accordo con un partner internazionale che entri con una quota di minoranza a far parte della nuova società che gestirà Alitalia.

E spunta anche un piano B. Secondo alcune indiscrezioni raccolte dalla GazzettadelMezzogiorno, nel caso fallisse la trattativa per il salvataggio di Alitalia, Air One attuerebbe un piano strategico per subentrare al suo competitor nazionale su numerose tratte.

Sarebbe previsto anche il potenziamento su Bari, mentre sarebbe esclusa Brindisi. E anche Ryan Air avrebbe pronti analoghi provvedimenti.

Trattative estenuanti e che non possiamo dire finite, mentre da qualche decennio la compagnia di bandiera continua a rosicchiare il denaro pubblico. Beppe Severgnini stamattina su Rtl102.5 spiegava le ragioni del modus tutto italiano di concludere gli accordi nella notte: secondo il giornalista, gli italiani sarebbero eccezionali nella gestione delle emergenze, mentre la pubblica amministrazione li annoia a morte. E, qualità meno encomibile, non sono affatto lungimiranti

Debora Billi di Crisis riceve e pubblica la lettera di Gianluca Morale, assistente di volo e osserva: questo è quello che si propone a gente che si occupa della nostra sicurezza a 10mila metri: un trattamento economico da postino e ore di lavoro, incluse notturne, festive e col fuso orario, che neanche al call center.

Dinanzi alle mille perpezie dell'accordo, Demetrio Vacca di Ecodiario scrive: è ovvio che in una trattativa le due parti puntino a massimizzare i propri desiderata ottenendo una negoziazione estremamente vantaggiosa. Pertanto, il muro contro muro, le alzate dal tavolo, le minacce di mobilità e sciopero sono i normali eventi di una normale trattativa e dimostrano la solidità degli interlocutori e la forza delle loro posizioni. 

E in attesa della conclusione delle trattative, KayRush racconta le sue disavventure all'aeroporto di Malpensa.

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