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Misteri della finanza: ieri Piazza Affari e Wall Street hanno chiuso in positivo, stabilendo il record o quasi dell'11% e la fortuna ha voluto che il profetico Paul Krugman, aspro critico di Bush, ritirasse anche il premio Nobel per l'Economia. Federico Rampini su Repubblica sottolinea la forza dell'Europa che ha reagito unita e compatta alla crisi con il summit di Parigi. Gordon Brown ha iniettato fiducia nei mercati e la sua azione ha interessato non solo la finanza di carta, bensì la finanza reale. Gli analisti rassicurano, pare che la crisi sia già rientrata o che quanto meno abbia già affrontato il peggio. Ma una cosa è chiara, scrive Altromedia: è la fine del libero mercato come era stato inteso fino ad oggi.
Silvio Berlusconi, in visita alla Casa Bianca, ha ribadito la sua vicinanza all'amico George W. Bush. Interessante il retroscena appuntato su La Stampa da Maurizio Molinari: il Cavaliere rinfaccia a Bush il peccato originale della crisi mondiale e per tutta riposta George punta il dito contro i manager che non hanno a cuore le sorti del paese.
Se riflettiamo, scrive Ecodiario, la crisi è legata più al sistema di fondi ed obbligazioni che al mercato azionario, ed è determinata dall'insana ingordigia delle banche che hanno attinto alla liquidità propria ed interbancaria non per investimenti produttivi ma per puri fini speculativi gestendo il denaro in discutibili iniziative su prodotti derivati.
Avremmo potuto evitare questa crisi? Forse sì, sostiene Mondodonna, perchè il dio denaro forse è il prodotto della visione maschile del mondo e delle sue leggi. L'economia ancor più che la politica sembra essere una giungla in cui vince la legge del più forte, e in cui le donne non hanno voce in capitolo. E a proposito di etica, vi consigliamo di leggere l'inchiesta di Giornalettismo sui promotori finanziari. (la vignetta è di vukicblog)
La crisi è finita? Sì, forse per le banche, ma...a quale prezzo? 2000 miliardi di euro (solo dalla UE) leggo dal corriere della sera, quindi c'è da preoccuparsi perché mentre la borsa i soldi sembra quasi li crei e li distruggi con banale naturalezza, le persone comuni i soldi se li guadagnano col lavoro.
In altre parole si potrebbe anche dire che "il banco vince sempre" o meglio la banca non perde mai (del resto giocando coi soldi degli altri è tutto più facile).
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alle 17:17
Salvio de pascale
puozz'jettà o ' sang' t'è rrobbat' e sord' miei
Quello che è successo è la riprova che le banche,negli ultimi anni sono diventate comitati di affari con i soldi del popolo che hanno risparmiato anche pochi euro con sangue e sudore.Lo Stato,che si è fatto mettere nell'angolo in nome del liberismo e capitalismo,false panacee per lo sviluppo ed il progresso,adesso è stato chiamato a risanare le perdite paperoniche che però hanno comunque arricchito i manager e contorni,ed impoverito noialtri che pagheremo queste perdite.Peggio della speculazione dopo le torri gemelli e dopo l'entrata dell'euro.