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Unicredit e Berlusconi, rumors e blogger: l'Opa di Banca Intesa e il forum di Crisis

Eleonora Bianchini avatar Giovedì 2 Ottobre 2008, 09:36 in Primo Piano di Eleonora Bianchini
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Crisi finanziaria, consigli e previsioni futuribili corrono in Rete. Intanto il Senato americano approva il piano Poulson e Bush ha già avanzato la proposta di un vertice internazionale per la regolamentazione dei mercati finanziari. In Italia, nonostante il temporaneo crollo di Unicredit, i correntisti sono garantiti fino a 103.000 euro, quando il minimo fissato dalle direttive europee è di 20.000.

In sostanza, dicono Tremonti, Berlusconi e Profumo, siamo tutelati dagli ipotetici crack italiani. In sostanza i nostri conti correnti sono sicuri fino all'importo di garanzia e il rischio che una banca in Italia possa fallire è remoto. Lo spiega oggi Il Giornale che risponde alle domande sui depositi e rassicura: grazie all'efficienza degli interventi d tutela della stabilità del sistema attuati dalla Banca d'Italia le nostre banche sono al sicuro.

E da Napoli il Cavaliere rassicura: non ci saranno danni per i risparmiatori e nessun attacco ai nostri istituti di credito. Gli spunti più interessanti arrivano però dal forum di Crisis che affronta insieme ai lettori la crisi finanziaria e si domanda se Unicredit sia davvero al sicuro dallo tsunami delle banche.

Edo76mal, ricostruendo le ultime decisioni della Bce e delle banche europee riflette: se non ho capito male le banche se la stanno facendo davvero addosso perchè pur di far veder che dispongono di liquidità preferiscono fare il seguente giochetto in perdita: prendono liquidi dalla BCE con un tasso al 5,25%, li ridepositano alla BCE per far figurare di avere liquidi, ricevendo però un tasso del 3,25%. In pratica hanno una perdita secca del 2%, ma è meglio quella della bancarotta...

Silviù si domanda invece quale sarà il destino dei pagamenti elettronici: ma ancora niente sulle carte di credito (forse meglio debito, no?) che varrebbero un buco (vado a memoria) di 1.500 miliardi di dollarini.

Alla proposta di Climber15 che rispolvera il materasso quale salvadanaio d'antan risponde gamma5: ma se dovessimo andare in contro ad un'inflazione a doppia cifra, o come successe in Argentina addirittura a tripla cifra, tenersi i soldi in casa a cosa servirebbe? Si tirerebbe avanti qualche settima, alcuni mesi al più, e poi? Non è che siamo entrati in un vicolo cieco, senza possibilità di uscita?

Su Unicredit, nonostante l'imperativo da Profumo a Berlusconi sia di rassicurare, tanti commenti sono scettici. Sul blog di Torino2.0, Marilena De Giorgio parla di voci insistenti sull'intenzione, da parte del gruppo subalpino/meneghino, di lanciarsi in una scalata ad Unicredit (nei giorni scorsi colpita da un calo azionario preoccupante in Borsa e ieri in fase di rilancio), in compagnia dell'iberico Banco di Santander. Un'opa, detta in gergo.

Anche TheRetailer approfondisce i rumors: ieri infatti ci sono stati movimenti da fanta-risiko internazionale che hanno visto l'istituto guidato da Alessandro Profumo al centro di speculazioni su una possibile scalata da parte degli spagnoli di Santander a cui secondo alcuni avrebbe avuto intenzione di associarsi IntesaSanpaolo.

C'è chi ritiene che Unicredit finirà come Alitalia e che si pensi a una cordata per salvarla in extremis. Ma anche the maui rassicura: non solo perchè sono direttamente interessato ma volevo solo rassicurare che in Banca tutto procede come sempre i soldi ci sono (per grosse cifre basta prenotarli per tempo come è sempre stato) se qualche carta bancomat non funziona è solo per problemi tecnici della carta e del bancomat (cosa che succede) l'attività in banca è tranquilla e regolare e lo stesso la clientela.

L'Unicredit in questo momento particolare non ha certo più problemi di altre banche nazionali ed estere e in Italia ricordo che a memoria di uomo non è mai fallita una banca e anche nel crack del 29 lo stato intervenne creando l' Iri. Certo che se si scatena il panico e' normale che qualsiasi banca verrebbe messa in difficoltà.(l'immagine è di bluebus)

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2 commenti
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08 Mar 2010
alle 10:44

dennis

ci sono voci di un opa da parte di merry linch su unicredit a 2,60 euro per azioni

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03 Ott 2008
alle 14:30

M.Persico

''L'Unicredit in questo momento particolare non ha certo più problemi di altre banche nazionali ed estere e in Italia ricordo che a memoria di uomo non è mai fallita una banca e anche nel crack del 29 lo stato intervenne creando l' Iri. Certo che se si scatena il panico e' normale che qualsiasi banca verrebbe messa in difficoltà.''

Ma il banco ambrosiano??

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