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Scegliere i tassi dei mutui in tempi di crisi è come guardare nella sfera di cristallo?
Quando i "tassi erano bassi", scrive Laura Simionato, curatrice del blog Contintasca, molti consumatori hanno sottoscritto mutui a tasso variabile allettati dall'onere del pagamento di una rata più modesta (soprattutto coloro che si sono indebitati per il 100% del valore dell'immobile). In realtà, le cose non sono andate proprio così.
In tempi non sospetti, la forbice fra Euribor e Irs, cioè tra tasso variabile e fisso, era evidente, per cui la scelta del fisso avrebbe costituito per il mutuatario una rata più alta con conseguente diniego della richiesta da parte dell'istituto per l'inadeguata capacità reddituale del richiedente.
Come dire prendere o lasciare: se ti vuoi comprare casa o fai il variabile, rata più bassa e conseguente adeguata capacità reddituale, oppure vai in affitto (criteri di istruttoria assolutamente opinabili e spero superati).
Nella maggior parte dei casi, il consumatore ha preferito correre i suoi rischi e scegliere l'opzione del variabile. Oggi a distanza di qualche anno i tempi non sono più sospetti, ma sono diventati una tremenda realtà.
E adesso, che fare?
Per scoprirlo visitate Contintasca.
(rispondo a promotore mutui)Non penso che si possa ,con il senno del poi oggi, entrare nel merito delle opportunità e delle scelte di chi ha comprato casa ieri...mi sembra troppo semplicistico.
Un promotore mi rassicurrò che i tassi ,grazie al centralismo del sistema economico europeo, più di tanto non sarebbero saliti mantenendosi stabili.
feci tuttavia le mie valutazioni e scelsi il tasso fisso(...firmai per la richiesta di mutuo a tasso fisso!),ma il famoso rapporto rata/reddito non andava bene per la banca pertanto scelsi di richiedere un importo più modesto sempre a TASSO FISSO, ma le rassicurazioni di quell'individuo furono tali, che alla fine mi convinse per l'importo originario del mutuo naturalmente a tasso variabile .
era lo stesso che mi stava intermediando l'acquisto di casa.
Le cose non sono andate necessariamente nemeno come dici.
Il "prendere o lasciare" era relativo a QUELL'IMMOBILE.
A volte sarebbe stato sufficiente diminuire un po' la pretesa, accontentarsi di una casa un po' più modesta, per vedere accogliere la pratica senza correre pesanti rischi, che alla fine hanno presentato il conto.
Le banche tuttora, per lo più, si basano sul rapporto rata/reddito per valutare una pratica, e tuttora questo rapporto viene calcolato in base alla rata ATTUALE per la tipologia di mutuo prescelta.
Sta nella coscienza del consulente (bancario o mediatore) il consigliare alla persona di non indebitarsi oltre il limite di un accettabile livello di rischio... Ma quando i consulenti (soprattutto bancari) hanno dei budget o a loro volta (mediatori, stavolta) delle famiglie da mantenere, possono anche mandare a farsi benedire le coscienze. Le coscienze non sono uguali per tutti, del resto.
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alle 08:26
GRIMALDO
salve io ho stipulato un mutuo con unicredit non è vero che unicredit ferma il mutuo a mè e un annoemmezzo che combatto e adesso mi anno risposto che non possono più aspettare io ho spirgato la mia situazione ma loro mi hanno detto che io non rientro nella legge perchè il mio mutuo supera i 170milaeuro.Questa è la mia spiegazione:ho 2 bimbe di 4 e 9 anni mi sono separato a novembre 2009, il mio lavoro e passato partime ad aprile 2009 percepisco uno stipendio di 600euro la rata è di millequarataeuro al mese divisa a metà ciòè io dovrei corrispondere 520euro al mese ad unicredit. Secondo voi posso vivere?la risposta di unicredit lei non rientra.Come posso fare?Non è vero un bel niente delle leggi le leggi le fanno le banche hanno sempre ragione loro.Adesso spero che qualcuno mi dia una dritta,per riuscire a tirare almeno il tempo che venda la casa.