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Natale 2008, è crisi nel settore alimentare? Parla Lino Stoppani di Peck (Milano)

Eleonora Bianchini avatar Lunedì 1 Dicembre 2008, 15:43 in Economia e Cittadino di Eleonora Bianchini

Natale 2008, come reagire alla crisi? L'anno scorso Blogosfere Economia e Finanza era entrata in alcuni negozi di alimentari, gastronomie e per sondare quali fossero i prodotti consigliati, anche in relazioni a diverse fasce di budget. Siamo stati anche alla mensa dei poveri di Milano dove, a differenza di quanto si possa pensare, abbiamo incontrato molti italiani.

Quest'anno, vista la crisi finanziaria che ha colpito prima Wall Street per poi abbattersi sui mercati europei, è arrivato il giro di vite: negli States i saldi sono già al 70% e i garage sales diffusi coast to coast, mentre in Italia il governo Berlusconi studia un piano anticrisi e la social card per i pensionati con meno di 6.000 euro l'anno. Su Scheggedivetro ed Economia e Finanza trovate le istruzioni per il bonus famiglie e le fasce di reddito interessate.

Il nostro viaggio nella crisi prenatalizia inizia a Milano da Peck, rinomata gastronomia nel centro storico della città, a due passi da Piazza Duomo. Abbiamo incontrato Lino Stoppani, membro del Cda, per discutere insieme della flessione delle vendite che ha subito il settore negli ultimi mesi e di come minimizzare i costi per il pranzo di Natale. Un consiglio su tutti? Scegliete i prodotti italiani. Per saperne di più ascoltate la videointervista!

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02 Dic 2008
alle 18:23

Giovanni Talleri

UN’IDEA DI SOLIDARIETA’ IN UN MOMENTO DIFFICILE Alla massa di gente, io incluso, che non è composta di economisti, parlare di Keynes, di Wicksell eccetera, non serve a nulla, bisogna parlare come faceva il mio professore di matematica quando ci diceva: è semplice come il conto della serva. Se hai cento non puoi spendere 101, anzi devi spendere non più di 99, perché 1 devi metterlo da parte, di riserva. Il principio è questo ed è l’unico, se si vuole campare senza dover ricorrere ad altri chiedendo prestiti, ipotecando oggetti che già si possiedono, e quindi impegnando il proprio futuro in un maggior lavoro per un maggior guadagno, così da poter provvedere oltre che alle normali spese anche al pagamento dei debiti. Che cosa pretendono i tanti chiacchieroni con i quali conviviamo? LA MIA PROPOSTA, alla quale ho già avuto occasione di fare cenno qualche tempo fa, è la seguente. Io, nel mio piccolo, personalmente e da parecchio ci ho già pensato con bonifico bancario. Tutti i cittadini che hanno un reddito mensile, a persona, superiore a 2000 euro, si impegnano a versare volontariamente nella cassa comune di solidarietà, il 10%. Nessun dramma, nessun enorme sacrificio, e tutto si risolverebbe in una festa d’amore. E se poi ci va di mezzo da una parte l’amor proprio, la vergogna a riscuotere, e dall’altra l’avarizia, la diffidenza a venire imbrogliato, pazienza. La maggioranza porterebbe egualmente a buon fine questa magnifica esperienza che andrebbe a beneficio di coloro che non godono di un reddito superiore a 500 euro mensili per persona. E non ci sarebbero drammi e pianti di nessun genere. O forse sì, ma per coloro che avrebbero voluto astenersene. La soluzione sta nel volontariato, nello spirito di solidarietà.          www.giovannitalleri.it

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