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Cultura digitale e politica dell'Innovazione: intervista a Michele Ficara Manganelli

Eleonora Bianchini avatar Venerdì 16 Gennaio 2009, 15:13 in Protagonisti di Eleonora Bianchini
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L'Istituto per le Politiche dell'Innovazione ha organizzato ieri a Roma la conferenza Cultura digitale e politica dell’innovazione di cui abbiamo parlato qui. "L'idea è quella di iniziare ad innovare proprio i processi di decisione sfruttando le nuove tecnologie" ha dichiarato l'avvocato Guido Scorza, che propone di scrivere la politica dell'innovazione in maniera aperta, condivisa e matura attraverso un White Paper, disponibile su piattaforma wiki. 

Questo documento, scrive Anna Masera su La Stampa, verrà trasmesso al Governo, ai Gruppi Parlamentari ed alle Commissioni con l'ambizione di aprire un dialogo con le istituzioni e far sì che i protagonisti dell'Innovazione si parlino e confrontino prima di scrivere le linee guida della politica dell'innovazione" auspica Scorza.

Abbiamo incontrato Michele Ficara Manganelli, fondatore e presidente di Assodigitale - Associazione Italiana Industria Digitale

Qual è il bilancio dell'incontro?

Credo sia stata la prima vera iniziativa per fare incontrare politica e mondo digitale. Non si parla più di teoria, ma di problemi reali che abbiamo affrontato nel White Paper.

In che scosa consiste?

E' un documento scritto che si propone di regolamentare il mondo digitale, dai blog al diritto d'autore online. Inoltre, il White Paper propone che il diritto alla banda larga sia sancito dalla Costituzione ed esteso a tutti i cittadini.

Un intervento interessante?

Quello di Antonio Palmieri che credo sia uno dei pochi parlamentari 2.0. Ha spiegato l'utilizzo di facebook da parte dei politici che, per ragioni di tempo, trovano difficile gestire un social network.

La scarsa utenza è dunque un problema di tempo?

Sì. E poi anche una certa difficoltà a relazionarsi con il pubblico. Credono infatti di rivolgersi sempre ai propri elettori, non sono ancora disponibili a ricevere commenti di cittadini schierati altrove.

Centrodestra e centrosinistra sono alla pari sul web?

Direi di sì. All'inizio il vantaggio era del centrosinistra, ma credo che l'avversario abbia recuperato terreno. Ora si tratta di lavorare sulla comunicazione, rivolta anche a cittadini di una diversa parte politica.

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