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Coca che vai, finanza che trovi. Il disastro della crisi finanziaria, spiegata in questo video da Crisis, non è solo un accumulo di titoli tossici, speculazioni sciacalle e mutui subprime. O meglio: questo modus vivendi nel mondo dell'alta finanza non si alimenta da sè, visto che pare legato al consumo di cocaina. Non esistono ancora prova scientifiche che dimostrino la stretta correlazione tra droga e finanza, ma sentite qui.
Questa settimana Il Mondo dedica la copertina a un'inchiesta molto interessante. Titolo: Finanza drogata. Sottotolo: Tra le cause della crisi qualcuno sostiene vi sia anche il dilagare dell'uso di cocaina che ha fatto perdere la testa a molti banchieri e uomini d'affari. E in Italia i centri specializzati nella disintossicazione fanno il pienone.
Ci si droga e parecchio nel mondo dell'alta finanza e il direttore dell'Istituto Mario Negri Silvio Garattini accusa: la bolla speculativa è stata originata anche dall'uso di stupefacenti.
Alcune informazioni interessanti: a Milano nel depuratore di Nosedo, che serve 1 milione e 250 mila abitanti, i ricercatori del Mario Negri hanno rintracciato una media giornaliera di 1 chilo di cocaina.
Poi: Milano è la città con il più alto consumo di coca del continente, un consumo superiore a quello riscontrato a Londra e Lugano.
Ancora: per essere dipendenti compulsivi basta tirare più di 20 volte all'anno e secondo l'ultima indagine Ipsad (Italian Population Survey on Alcool and Drugs), la probabilità di venire a contatto con questa droga è del 40% superiore in ambienti di lavoro ad alto reddito. Chi assume coca da almeno cinque anni guadagna più di 2mila euro netti al mese.
In conclusione: la probabilità di ammalarsi in modo serio e a volte irrimediabile, dipende in sostanza da quanto si guadagna.
Siamo nelle mani dei cocainomani? Non esageriamo, anche se i casi emblematici non mancano. Ricordate Matteo Cambi, Lapo Elkann, Donatella Versace, Umberto Marzotto con Emilio Colombo e Giuseppe Galati? Ecco, ad esempio.
E la relazione pericolosa tra denaro (necessario per la cocaina) e tenore di vita nell'alta finanza testimoniata da Silvio Garattini offre uno spaccato inquietante e molto umano.
Ciliegina sulla torta: ieri ho incontrato Cory Doctorow e prima dell'intervista, pour parler, il discorso è caduto inesorabilmente sulla crisi. Mi parlava della California, delle tendopoli in the suburbs, di serrande chiuse che fingono di riaprire asap, di saldi al 90%. E Schwarzenegger che rastrella tributi con l'addizionale del 5% sui redditi, aumento dell' 1% della tassa sui consumi (simile alla nostra Iva), un tributo sui combustibili di 12 centesimi al gallone, aumento della tassa di circolazione dei veicoli. Sapete cosa, dice Doctorow? Adesso sì che sarebbe un bel momento per legalizzare la marijuana. Il consumo sarebbe alto, lo stato potrebbe tassarla come alcool e tabacco e incassare.
Potremmo legalizzare la cocaina per uscire dalla crisi, no?
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