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Imprese Che Resistono - Day, quando gli imprenditori soffrono: intervista a Luca Peotta

Eleonora Bianchini avatar Venerdì 11 Dicembre 2009, 13:28 in Interviste, Protagonisti di Eleonora Bianchini

E' un'onda che procede compatta fra le difficoltà di un periodo economico difficile, di recessione e stagnazione, che costringe migliaia di lavoratori alla cassa integrazione e al licenziamento. E gli imprenditori, dove sono in tutto questo? Questa mattina a Milano presso il Centro Congressi Leonardo Da Vinci di Milano si è svolto il primo giorno di Imprese Che Resistono Day, un incontro (qui il programma) tra le piccole e medie imprese volto a discutere conseguenze e possibili soluzioni congiunte alla crisi economica che si sta abbattendo sul sistema produttivo italiano. L'obiettivo? Svuiluppare una coscienza di categoria collettiva nel mondo delle PMI senza delegare ad altri la propria rappresentanza.

Abbiamo intervistato Luca Peotta, fondatore di Imprese che resistono (sopra). Peotta, imprenditore di Villafalletto in provincia di Cuneo, ha riunito alla fine di maggio 2008 38 imprenditori italiani da cui è nata l'associazione e un mese dopo, in occasione della manifestazione per le strade di Torino, erano state raccolte oltre 1000 adesioni

Per saperne di più potete visitare anche il blog qui in cui, come spiega il fondatore nella videointervista, gli imprenditori vomitano soluzioni e interrogativi per stimolare un confronto diretto.

Alla tavola rotonda di presentazione, moderata da Dario Di Vico del Corriere della Sera (sotto) erano presenti Stefano Tosi, Consigliere Regionale Lombardia Pd, Stefano Fassina, Consigliere economico del Pd e Mario Staderini, neo segretario del Partito Radicale.

Solo teoria economica e poca pratica? Niente affatto. Infatti, a pochi minuti dall'inizio, Peotta ha cercato tra il pubblico Giuseppina Virgili (sotto) che ha iniziato lo sciopero della fame e della sete in seguito alla negazione di credito da parte di una banca. L'imprenditrice toscana, impegnata nel settore tessile del Made in Italy, spiega che il mercato è ormai sopraffatto da un mercato nero che si avvale di manodopera sottopagata e scarsa qualità nonostante la dicitura dell'etichetta. Le conseguenze: ora, spiega, è costretta a ritirare i pasti al Caritas e la figlia ha tentato di mettere all'asta un rene su internet.

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