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Ieri su Economia e Finanza abbiamo pubblicato la prima parte dell''indagine mondiale commissionata a Harris Interactive da Expedia che conferma la crescente abitudine degli italiani a non sfruttare tutti i giorni a disposizione (+5% rispetto al 2009). I lavoratori che maggiormente rinunciano alle vacanze sono donne tra i 25 e 34 anni, dell'Italia meridionale e con un basso livello salariale.
Oggi analizziamo i risultati della ricerca a livello mondiale. Giapponesi e americani sono i lavoratori che mediamente ogni anno si concedono il minor numero di giorni di ferie (rispettivamente 9,5 e 14), agli antipodi dei francesi che anche quest'anno con ben 37,5 giorni di vacanza disponibili e 34,5 goduti, si confermano i più vacanzieri del mondo. Seguono canadesi e svedesi, che rispettivamente si concedono 17,5 e 24 giorni di ferie. Spiccano, invece, per giorni di vacanza sfruttati - dopo i già citati francesi - spagnoli e danesi (28,5 e 27).
Se si guarda alle ore di lavoro settimanali sono maggiormente francesi, tedeschi e americani a lavorare più di 40 ore (rispettivamente il 54%, il 47% e il 46%), seguiti da inglesi (37%), svedesi e norvegesi (30%), italiani (28%) e a chiudere danesi e spagnoli (26%).
Gli italiani si distinguono in Europa per giorni di ferie avanzati (6, lasciando sul piano ferie circa il 18,4% dei giorni disponibili), secondi nel mondo solo agli stakanovisti giapponesi, che con 7,5 giorni avanzati rinunciano al 45,4% dei giorni di vacanza. Secondo quanto emerge dal sondaggio, poi, i lavoratori del Bel Paese primeggiano anche a pari merito con i danesi, per percentuale di lavoratori che ammette di non sfruttare tutti i giorni disponibili (49%), seguiti da americani (37%) e norvegesi (26%).
A prova della loro attitudine a "work addicted" il 33% dei tedeschi ammette di aver cancellato o rimandato le proprie vacanze per motivi di lavoro, ben lungi dai danesi, a cui è capitato solo nel 13% dei casi. Gli italiani si collocano nel mezzo, con un 18% di lavoratori che ha subito questo tipo di inconveniente. Norvegesi e americani, invece, sono i meno capaci a staccare completamente dal lavoro durante le ferie: ben il 34% dei norvegesi e il 30% degli americani controllano la casella mail di lavoro anche in ferie.
Ma quali sono le ragioni che spingono a rinunciare alle ferie? Il 10% rinuncia per l'impossibilità del proprio partner a prendersi giorni di vacanza, preferendo rinunciare pur di abbandonare la meno fortunata dolce metà, confermandosi secondi in romanticismo solo ai colleghi spagnoli, abituati nel 12% dei casi a questo tipo di sacrificio. Un 8% preferisce essere pagato per le ferie non usufruite (come molti dei lavoratori delle nazionalità prese in considerazione), cercando di sfruttare maggiormente i weekend e i piccoli break. Lo confermano i dati Expedia, da cui emerge che si tratti di voli, hotel o pacchetti, la durata media delle soluzioni di viaggio scelte dagli italiani è decisamente inferiore rispetto a quella dei viaggiatori di gran parte dei paesi europei. In particolare, gli utenti del Bel Paese registrano una durata media di viaggio di meno di tre giorni per il solo albergo, cinque giorni per i pacchetti e nove per i voli, differentemente dagli oltre tre giorni per l'acquisto del solo hotel da parte degli spagnoli, quasi sette giorni per i pacchetti da parte dei danesi e circa quindici giorni per i voli da parte dei norvegesi.
L'8% degli italiani sono costretti a rinunciare a causa degli impegni scolastici dei propri figli - la percentuale più alta in Europa - mentre un ulteriore 8%, lamenta di non aver abbastanza preavviso per riuscire a sfruttare le vacanze come si vorrebbe. Questo a dimostrazione degli impedimenti pratici che ancora oggi ostacolano una maggiore diffusione in Italia del concetto di "early booking" e poca la consapevolezza dei vantaggi derivanti dalla prenotazione anticipata del proprio viaggio. In media, infatti, i tempi di prenotazione registrati dagli utenti italiani sono davvero bassi: circa 25 giorni di anticipo sulla partenza.
Diversamente, il 45% dei giapponesi dichiara di essere troppo impegnato riuscire a partire, mentre il 12% dei tedeschi il lavoro rappresenta la vita e sono per questo disposti a far a meno delle ferie.
"Sappiamo che noi italiani tendiamo a prenotare le vacanze all'ultimo momento e nonostante sia possibile trovare buone offerte in questo senso, prenotare in anticipo rappresenta sicuramente l'occasione per scegliere tra un'offerta più ampia di voli e alberghi, usufruendo di maggiori risparmi e più flessibilità", aggiunge Giovanna Picciano. "In quest'ottica è anche più semplice trovare la soluzione di viaggio che meglio si adatta alle esigenze del partner o dei figli. Con il tool «il mio itinerario» disponibile su Expedia.it vogliamo ulteriormente facilitare le coppie e le famiglie nella scelta della loro vacanza".
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