Lettera Unione Europea: si parla di riforma delle pensioni e di licenziamenti facili, ecco il testo

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E' stata consegnata la lettera del governo italiano all'Unione Europea che comprende anche misure su pensioni e licenziamenti. Nel post il testo parziale della lettera.

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E’ stata accolta con favore dall’Unione Europea la lettera del governo italiano con le misure economiche da adottare per fare fronte alla recessione.

Il documento composto di 16 pagine e diviso in 5 capitoli illustra un piano di crescita ben preciso che va a toccare pensioni e lavoro.

Entro il 2026 sia donne che uomini andranno tutti in pensione a 67 anni; in più verrà attuata una riforma del lavoro che prevede licenziamenti più facili in stato di crisi.

Il testo della lettera esordisce con una premessa:

L’Italia ha sempre onorato i propri impegni europei e intende continuare a farlo. Quest’estate il Parlamento italiano ha approvato manovre di stabilizzazione finanziaria con un effetto correttivo sui saldi di bilancio al 2014 pari a 60 miliardi di euro. Sono state così create le condizioni per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013, con un anno di anticipo rispetto a quanto richiesto dalle istituzioni europee. Dal 2012, grazie all’aumentato avanzo primario, il nostro debito scenderà.

Tuttavia, siamo consapevoli della necessità di presentare un piano di riforme globale e coerente.

La situazione italiana va letta tenendo in debita considerazione gli equilibri più generali che coinvolgono l’intera area europea. Mesi di tensioni sui mercati finanziari e di aggressioni speculative contro i debiti sovrani sono, infatti, il segnale inequivocabile di una debolezza degli assetti istituzionali dell’area euro. 

Per quel che riguarda l’Italia, consapevoli di avere un debito pubblico troppo alto e una crescita troppo contenuta, abbiamo seguito sin dall’inizio della crisi una politica attenta e rigorosa.

Dal 2008 ad oggi il nostro debito pubblico è cresciuto, in rapporto al Pil, meno di quello di altri importanti paesi europei. Inoltre, la disciplina da noi adottata ha portato a un bilancio primario in attivo. Situazione non comune ad altri Paesi.

Se problemi antichi, come quello del nostro debito pubblico, danno luogo oggi a ulteriori e gravi pericoli, ciò è soprattutto il segno che la causa va cercata non nella loro sola esistenza, ma nel nuovo contesto nel quale ci si è trovati a governarli.

La lettera poi illustra quello che è già stato fatto per risanare il debito:

Il Governo italiano ha risanato i conti pubblici e conseguirà l’obiettivo del pareggio di bilancio nel 2013. Il debito pubblico in rapporto al PIL è stato ricondotto su un sentiero di progressiva riduzione.

E traccia le linee guida per i prossimi otto mesi:

Entro 2 mesi, la rimozione di vincoli e restrizioni alla concorrenza e all’attività economica, così da consentire, in particolare nei servizi, livelli produttivi maggiori e costi e prezzi inferiori;

Entro 4 mesi, la definizione di un contesto istituzionale, amministrativo e regolatorio che favorisca il dinamismo delle imprese;

Entro 6 mesi, l’adozione di misure che favoriscano l’accumulazione di capitale fisico e di capitale umano e ne accrescano l’efficacia;

Entro 8 mesi, il completamento delle riforme del mercato del lavoro, per superarne il dualismo e favorire una maggiore partecipazione.

Per raggiungere questi obiettivi verrà stilato entro il 15 novembre, un piano d’azione che prevede la creazione delle condizioni strutturali per la crescita dell’intero Paese e che passerà attraverso la revisione delle politiche di:

promozione e valorizzazione del capitale umano;

efficientamento del mercato del lavoro;

apertura dei mercati in chiave concorrenziale;

sostegno all’imprenditorialità e all’innovazione;

semplificazione normativa e amministrativa;

modernizzazione della pubblica amministrazione;

efficientamento e snellimento dell’amministrazione della giustizia;

accelerazione della realizzazione delle infrastrutture ed edilizia;

riforma dell’architettura costituzionale dello Stato.

All’interno di queste misure verrà attuata anche la riforma delle pensioni:

Nella attuale legislatura la normativa previdenziale è stata oggetto di ripetuti interventi che hanno reso a regime il sistema pensionistico italiano tra i più sostenibili in Europa e tra i più capaci di assorbire eventuali choc negativi.

Grazie al meccanismo di aggancio dell’età pensionabile alla speranza di vita introdotto nel 2010 (art. 12 commi 12-bis e 12-ter, DL 78/2010, come modificato con art. 18 comma 4, DL 98/2011), il Governo italiano prevede che il requisito anagrafico per il pensionamento sarà pari ad almeno 67 anni per uomini e donne nel 2026.

Sono già stati rivisti i requisiti necessari per l’accesso al pensionamento di anzianità. Tali requisiti aumenteranno gradualmente fino ad arrivare a regime a partire dal 2013. Questi requisiti sono in ogni caso agganciati in aumento all’evoluzione della speranza di vita.

È prevista, inoltre, l’approvazione di misure addizionali sul mercato del lavoro:

In particolare, il Governo si impegna ad approvare entro il 2011 interventi rivolti a favorire l’occupazione giovanile e femminile attraverso la promozione:

a. di contratti di apprendistato contrastando le forme improprie di lavoro dei giovani;

b. di rapporti di lavoro a tempo parziale  e di contratti di inserimento delle donne nel mercato del lavoro;

c. del credito di imposta in favore delle imprese che assumono nelle aree più svantaggiate.

Entro maggio 2012 l’esecutivo approverà una riforma della legislazione del lavoro:

a. funzionale alla maggiore propensione ad assumere e alle esigenze di efficienza dell’impresa anche attraverso una nuova regolazione dei licenziamenti per motivi economici nei contratti di lavoro a tempo indeterminato;

b. più stringenti condizioni nell’uso dei “contratti para-subordinati” dato che tali contratti sono spesso utilizzati per lavoratori formalmente qualificati come indipendenti ma sostanzialmente impiegati in una posizione di lavoro subordinato.

E conclude:

Siamo sicuri che, con l’impegno di tutti, scaturito dalla consapevolezza che ci troviamo a fronteggiare problemi che riguardano l’intera Unione e la tenuta stessa della moneta comune, dunque problemi non circoscrivibili a questa o quella debolezza o forza nazionali, consegneremo ai giovani un’Europa più forte e più coesa.

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  • nickname Commento numero 1 su Lettera Unione Europea: si parla di riforma delle pensioni e di licenziamenti facili, ecco il testo

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    Spero che il signor Monti si ricordi che i nostri amati politici a quelli come me che hanno iniziato a poco più che qundicenne, i 35 anni ce li hanno portati a 40 anni,poi come se non bastasse hanno aggiundo 1 anno,quindi a 41 anni e poi ancora un mese  x ogni anno dal 2012 al 2013 e io che  40 anni li avrò nel 2013 non ci capisco più un accidente.Adesso non ho più un lavoro, stavo versando quelli che ritenevo gli ultimi anni di  contributi e invece boh!!!  Ma non si vergognano di derubarci ancora!Come pensano quando ci chiameranno a votare che ci fideremo ancora di questi politici che ci hanno portati in questo schifo! E non ci vengano a raccontare che lo fanno  x i giovani e x quelli che devono nascere perchè non è cosi\'.Finchè terranno i padri al lavoro i figli dovranno farsi mantenere e non potranno mai formarsi una famiglia.Giovani voi che siete il futuro fatevi sentire non accettate tutte queste prepotenze.Non fate che loro decidano il vostro futuro!Quando ci sono gli scioperi siate tutti uniti come lo eravamo noi. Non guardate a quale sindacato appartenete,perchè anche loro in parte hanno contribuito alla perdita dei molti  nostri diritti però è giusto che ci rappresentino.Per ottenere qualcosa bisogna essere uniti e solidali uno con l\'altro.           Scritto il Date —

 

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