Prestiti e Mutui: che cosa rischiamo con la crisi economica

Scritto da: -

Bankitalia scongiura l'ipotesi default, ma gli effetti della crisi su famiglie e aziende pesano sempre di più.

euro2.JPG

E se l’Italia facesse la fine della Grecia? Se finisse in default? Alzi la mano chi non si è posto queste due domande nelle ultime due settimane. Iniziamo con il dire che non esiste un precedente di default in un’economia avanzata. Di conseguenza, non ci sono precedenti in materia.

Bankitalia ieri si è improvvisata pompiere per spiegare che l’Italia riuscirebbe a onorare il debito pubblico nei prossimi due anni anche se i tassi d’interesse sui titoli di Stato dovessero arrivare all’8 per cento e la crescita fosse pari a zero. Una mossa anche strategica. Una risposta a chi vede un’Italia vicina al fallimento.

Un monito agli speculatori. Al momento, il rendimento dei titoli decennali è al 6,19% sul mercato secondario, vicino a quel 7 per cento che viene agitato come l’inizio della fine. Bankitalia ha voluto fare chiarezza. Niente panico, insomma.

Naturalmente, la crisi economica sta picchiando duro e piccherà ancora nei prossimi mesi. Questo è il secondo spettro finanziario per l’Italia. Cosa faranno i risparmiatori? E le banche? Si è parlato di credit crunch, ovvero stretta creditizia da parte degli istituti di credito. Mossa che creerebbe un effetto domino disastroso sull’economia nazionale.

I consigli? Non farsi prendere dall’ansia. Acquistare o vendere titoli di stato solo se davvero pronti al rischio e dopo aver assunto informazionmi sufficienti. Le imprese si trovano invece a essere fortemente indebitate nei confronti delle banche: molti di questi debiti, il 60 per cento, hanno una scadenza inferiore ai due anni. Il loro rinnovo potrebbe permettere agli istituti di credito di aumentare i margini.

Bankitalia segnala poi un’altra anomalia preoccupante: se dovessero proseguire le difficoltà di raccolta delle banche italiane sui mercati all’ingrosso, i tassi di interesse sui prestiti alle famiglie potrebbero aumentare in misura considerevole. Tuttavia i mutui a tasso variabile stipulati in passato (circa il 70% della consistenza complessiva) sono legati al tasso Euribor, per il quale i mercati si attendono una riduzione nei prossimi mesi”. Diverso sarà per i nuovi mutui, che risentiranno del peggioramento generale.

Per chi invece pensa che abbandonare l’euro sia la soluzione migliore, bisogna rilevare che costa 7-8 volte di meno salvare oggi la Grecia che spaccare la moneta unica. Una delle conseguenze immediate sarebbe la svalutazione della propria moneta del 60 per cento.

Vota l'articolo:
Nessun voto. Potresti essere tu il primo!  
 
Aggiorna
  • nickname Commento numero 1 su Prestiti e Mutui: che cosa rischiamo con la crisi economica

    Posted by:

    Si, come detto ci sarà un grosso problema per i nuovi mutui, perchè le banche aumenteranno ancora gli spread applicati. Il problema sarà particolarmente pesante per le giovani coppie che avranno sempre maggiori difficoltà di accedere al credito. Stefano Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 2 su Prestiti e Mutui: che cosa rischiamo con la crisi economica

    Posted by:

    Ho una domanda, chissà che qualcuno non riesca a togliermi \'sto dubbio. Ho un mutuo sulla casa a tasso variabile ma con tetto massimo, che fino ad oggi è stato piuttosto conveniente. Durata 15 anni, stipulato nel 2005. Oggi in banca avrei i risparmi sufficienti per estinguerlo totalmente (e rimarrei senza liquidità alcuna) o parzialmente. Vista la situazione attuale, il pericolo di default, il fatto che in un caso del genere i miei risparmi andrebbero quasi in fumo mentre il debito (mutuo) rimarrebbe... mi puo\' convenire un\'estinzione (totale o parziale)? Anna Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 3 su Prestiti e Mutui: che cosa rischiamo con la crisi economica

    Posted by:

    Le previsioni putroppo si sono rivelate azzeccate. E\' capitato infatti a dei nostri utenti di aver ottenuto un mutuo a tasso fisso a condizioni eccellenti che sono cambiate poi per gli altri consumatori 10 giorni dopo appena. E la situazione oggi ancora non è migliorata, per intenderci siamo passati da un tasso del 4,5% fino al 7-7,2% e non si prevedono miglioramenti significativi nel breve periodo. Scritto il Date —

 

© 2004-2014 Blogo.it, alcuni diritti riservati sotto licenza Creative Commons.
Per informazioni pubblicitarie e progetti speciali su Blogo.it contattare la concessionaria esclusiva Populis Engage.

Economiaefinanza.blogosfere.it fa parte del canale Blogo News di Blogo.it Srl socio unico - P. IVA 04699900967 - Sede legale: Via Pordenone 8 20132 Milano