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Manovra Monti liberalizzazioni: tassisti, petrolieri e farmacisti dicono no

Sabato 7 Gennaio 2012, 16:00 in Economia e Cittadino di

Tassisti e petrolieri dicono no alle misure di liberalizzazione raccomandate dall'Antitrust al Governo.

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Si torna a parlare di liberalizzazioni, sotto la spinta dell'Antitrust che nei giorni scorsi ha inviato al Governo una serie di proposte tecniche di intervento. (Foto Infophoto)

Un punto importante nella "fase 2" del governo tecnico, la fase "cresci Italia", un punto, però, in cui Monti & Co incontreranno non poche difficoltà.

C'è già, infatti, chi promette battaglia, come tassisti, farmacisti - gli stessi che, poco prima di Natale, avevano fatto arenare gli emendamenti alla manovra - e petrolieri.

Riguardo alla questione licenze dei taxi, l'Antritrust suggerisce:

"Va incentivato l'aumento del numero delle licenze dei taxi, almeno nelle città dove l'offerta del servizio presenta le maggiori carenze, prevedendo adeguati meccanismi di 'compensazione' per gli attuali titolari delle licenze. In particolare, al fine di rendere effettivamente praticabile la riforma, minimizzandone l'impatto, l'autorità suggerisce di dare la possibilità agli attuali titolari delle licenze di vedersene assegnata un'altra gratuitamente. La nuova licenza potrebbe essere venduta, recuperando la perdita di valore del titolo originario e, comunque, l'offerta del servizio di taxi registrerebbe un miglioramento significativo".

In soldoni, i tassisti dovrebbero munirsi di una seconda "licenza compensativa" da regalare ad un familiare o da rivendere, così da aumentare il numero di taxi in circolazione. Ma la categoria, supportata da esponenti del Pdl come Maurizio Gasparri e persino dal sindaco della Capitale Gianni Alemanno, non ci sta e minaccia di bloccare Milano e Roma.

Riguardo alla questione della liberalizzazione della vendita dei farmaci di fascia CAnnarosa Racca, presidente di Federfarma, ha affermato:

"Sui farmaci di fascia C il Parlamento ha già deciso di demandare la questione all'Aifa, che in questi giorni dovrà stilare un elenco dei medicinali che sarà possibile vendere fuori dalle farmacie. La questione è dunque stata già decisa".

Anche i petrolieri, tramite Pasquale De Vita, presidente dell'Unione petrolifera, fanno sapere che non ci stanno:

"Gli impianti di distribuzione sono costruiti dalle società petrolifere, la manutenzione viene effettuata dalle società, il marchio è della società e con tutto questo sono dati in uso gratuito al gestore perché venda la benzina della società. Non è pensabile che dopo tutto questo il gestore si vada a comprare la benzina da un'altra parte".

LINK UTILI:

Antitrust e liberalizzazioni: via libera alle riforme ma con equità

Liberalizzazioni farmaci fascia C: il testo completo dell'art. 32 della manovra

Decreto Monti: liberalizzazioni taxi rischiano di saltare 

Manovra economica Monti: liberalizzazioni? Un fiasco

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