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Ovo.com: il sapere in video-clip garantito da Treccani. Intervista ad Andrea Pezzi

Lunedì 23 Gennaio 2012, 08:10 in Italia Punto Zero di

Continua l'intervista ad Andrea Pezzi, ideatore di Ovo, la video-enciclopedia on line.

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Leggi qui la prima parte dell'intervista.

Andrea Pezzi, quanti sono le voci presenti su Ovo, al momento?

"Ce ne sono circa 1200. Ma se si considera che in ciascuna voce ci sono più lemmi, possiamo dire che equivalgono a quasi 50 mila voci enciclopediche. Del resto, tre minuti, la durata dei nostri video sono tantissimi: se chiedessimo a un esperto di islam di parlare per tre minuti della sua materia difficilmente riuscirebbe a farlo tutto di fila".

Una sorta di wikipedia su video, insomma.

 "Wikipedia è un progetto interessantissimo, dove l'informazione passa prevalentemente per il testo scritto, realizzato dagli utenti che possono correggere le voci in continuazione. Noi invece puntiamo sulla dinamicità delle immagini e produciamo tutto il materiale in proprio. Questo perché i nostri video devono garantire una grande cura visiva e non possono essere rifatti ogni settimana. Insomma, la prima versione deve essere quella buona. Di qui l'esigenza di affidarci a due grandi e autorevolissimi istituti enciclopedici, per certificare la qualità di ciò che mettiamo in rete: la Treccani e, per la versione inglese, la Britannica".

Come viaggia Ovo su Internet?

"Anzitutto c'è il sito, www.ovo.com, la casa madre. A cui  presto si aggiungeranno anche le applicazioni mobili per iPhone, Androie e Os2, oltre che per facebook e twitter. Ma poi i video vengono distribiti in modo nomade sui maggiori siti di informazione, come Repubblica, il gruppo Espresso, il Sole 24 ore, che mettono il link ai nostri video come approfondimento degli articoli. Dopo aver completato la traduzione in inglese delle clip, abbiamo pianificato inoltre il lancio in Spagna e Germania e stretto rapporti con gli Emirati Arabi per realizzare filmati storici in vista del loro quarantesimo anniversario: contenuti multimediali di tipo storico, scientifico e culturale, per dare al Paese un'identità digitale. Prossimi partner saranno in Cina e Russia".

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