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Monti, intervistato dal Tg1, parla dei negoziati per la riforma del lavoro su cui ammette di riporre grande fiducia e che annuncia voler orientare verso il concetto di competitività.
Mario Monti, ormai solito apparire in televisione dopo l'approvazione di un decreto, ha parlato ieri ai microfoni del Tg1. (Foto Infophoto)
Monti ha parlato dei negoziati sulla riforma del lavoro su cui ha detto di riporre grande fiducia.
Sempre sulla questione lavoro, il premier - informa il Corriere - ha aggiunto:
"Ci sono diverse esigenze che dobbiamo rendere compatibili, ma io credo che sia possibile: per creare occupazione in Italia, occorre che produrre in Italia diventi una cosa più competitiva; occorre che la protezione delle persone nel mercato del lavoro non diminuisca ma diventi più equilibrata e con una protezione meno concentrata sul singolo posto di lavoro e più concentrata sul singolo lavoratore, quindi con una esigenza di mobilità nel tempo. Quindi c'è un obiettivo di efficienza ed un obiettivo di maggiore equità sociale".
La riforma del lavoro - spiega Rosario Mastrosimone su Sostenibile - improntata alla flexsecurity, dovrebbe assicurare regole uguali per tutti, con la fine della distinzione tra lavoratori di Serie A e di Serie B, l'addio alla moltitudine di forme di lavoro precario, ma anche la rinuncia a privilegi, o presunti tali, per alcune categorie di dipendenti.
LINK UTILI:
Riforma del lavoro, Monti e Fornero, Ichino e flexsecurity
"ma anche la rinuncia a privilegi, o presunti tali, per alcune categorie di dipendenti."
Io inizierei dai politici e compagnia bella!! basta privilegi! andate a lavorare insulsi!!
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alle 13:47
paolo manzelli
La competivita' oggigiorno e' ormai divenuto un criterio ideologico obsoleto della economia liberale che agendo nel mettere tutti contro tutto provoca, come il divide ed impera di antica memoria, una situazione che risulta essere solo a favore del sistema delle banche e della finanza speculativa . Infatti l' EUROPA e' IN CRISI STRUTTURALE proprio perche la Commissione Europea incentiva la competitivita, anziche la collaborazione e la condivisione di conoscenze come e necessario per agire positivamente ad attuare la transizione volta a costruire la futura societa della conoscenza. Liberiamoci di ogni concetto che associa competitivita e sviluppo sostituendolo con collaborazone e condivisione di conoscenze e saremo certi che a breve scadenza non saremo piu' condizionati dalle esigenze di profitto del capitale bancario e di ogni forma di speculazione monetaria . Paolo Manzelli www.edscuola.it/lre.html