Europa, crisi economica: i leader dell'Ue al lavoro. Ecco i pilastri della riforma

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In corso a Bruxelles trattative segrete fra i leader europei per limitare la sovranità degli stati e lanciare gli eurobond.

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Meno sovranità nazionale e più integrazione politica e istituzionale. Sono i punti forti della riforma su cui stanno lavorando i leader di Germania, Francia, Italia, Spagna, insieme alle principali istituzioni dell’Unione, in vista del vertice europeo del 28 giugno.

Un piano che si regge su quattro pilastri fondamentali.

Punto primo: più controllo sui bilanci nazionali. Per realizzarlo occorre una “Fiskalunion”, un’unione delle politiche di bilancio, premessa indispensabile perché la Germania dica sì agli eurobond e quindi alla condivisione dei rischi del debito a livello europeo. Secondo: vigilanza a livello europeo sulle banche. Urge organizzare un sistema europeo di controllo e monitoraggio delle banche che preveda imposte sulle transazioni. Terzo: politica finanziaria, fiscale, estera e di difesa comune. Per ottenerlo occorre rafforzare i poteri dell’Europarlamento rispetto alle sovranità nazionali degli stati membri. Quarto e ultimo punto: riforme dei sistemi sociali per armonizzare welfare, contributi e previdenza. Perché si realizzi è necessaria un’effettiva integrazione del Mercato unico europeo attraverso misure per aumentare la competitività delle singole economie.

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