Spending review 2012: Monti contro Squinzi e Confindustria

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Molte le critiche al decreto sulla spending review arrivate da più parti, con i sindacati in prima linea, e a sorpresa anche Confindustria.

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Stanno nascendo ancora polemiche intorno alla spending review, un decreto difficile, che ha previsto numerosi tagli, ma che dovrebbe salvare, almeno fino al 2013 dall’aumento dell’Iva.

Tra i detrattori della spending, a sopresa, si è palesato Giorgio Squinzi, Presidente di Confindustria, che, nel corso di un faccia a faccia con Susanna Camusso (Foto Infophoto), ha etichettato il nuovo decreto come “una macelleria sociale”, aggiungendo: 

“Da Monti mi aspettavo di più, merita sei meno meno o tra il cinque e il sei”.

Le dichiarazioni del numero uno dell’associazione degli industriali italiani hanno fatto infuriare il premier che ha sbandierato il fantasma dello spread:

“Dichiarazioni di questo tipo fanno aumentare lo spread, i tassi di interesse e incidono non solo sul debito pubblico ma anche sulle imprese. Avevo capito  che le forze produttive migliori desiderassero il contenimento del disavanzo pubblico e che obiettassero a manovre fatte in passato molto basate sull’aumento delle tasse, e che era ora di incidere su spesa pubblica e strutture dello Stato. Ma evidentemente avevo capito male”.

Ma le parole di Squinzi non piacciono neanche a Luca Cordero di Montezemolo, che di Confindustria fu Presidente tra il 2004 e il 2008, il quale ha commentato:

“Dichiarazioni come quelle di Squinzi, sia nel merito che nel linguaggio, non si addicono a un presidente di Confindustria, fanno male e sono certo che non esprimano la linea di una Confindustria civile e responsabile. Chi ha l’onore di rappresentare gli imprenditori italiani ha l’obbligo di contribuire a sostenere l’immagine e la credibilità del Paese. Soprattutto in momenti di crisi così difficile occorre grande senso di responsabilità, coesione, spirito civile e massimo sostegno al Presidente del consiglio, che con grande impegno e capacità, sta faticosamente ricostruendo la credibiltà internazionale del nostro Paese”.

Il decreto sulla spending review sarà in Aula alla Camera dal 31 luglio prossimo. 

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