Italia Startup: giovedì il primo rapporto della task force di Passera. Parla Riccardo Donadon

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Dopo 100 giorni di riflessione, giovedì 13 settembre la task force voluta da Passera presenta al ministro le prime soluzione per promuovere lavoro e innovazione.

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Siamo al primo traguardo, anzi al punto di partenza. Il prossimo giovedì verrà presentata la prima uscita ufficiale della task force indipendente nata lo scorso aprile e fortemente voluta da Corrado Passera.

L’idea è quella di raggruppare i più brillanti operatori del nostro paese già attivi nel campo dell’innovazione e delle nuove tecnologie per offrire soluzioni produttive al nostro paese.

L’obiettivo è realizzare una grande alleanza fra le startup italiane, accogliere le istanze di startupper, imprenditori e di tutti gli addetti ai lavori, coinvolgere chi ha già fatto qualcosa, supportare chi ci sta provando, sensibilizzare chi non ha mai sentito la parola startup.

Tra le proposte che verranno messe sul tavolo quelle per Srl innovative, contratto tipico per le nuove aziende con flessibilità sui contratti a tempo determinato.

Cerchiamo però di ricordare cosa sono le startup e quale ruolo giocano nello sviluppo del nostro paese. Ce lo spiega il fondatore dell’incubatore trevigiano HFarm, membro della task force, Riccardo Donadon.

“Le startup sono piccole imprese che nascono dalle idee dei giovani nell’ambito del digitale in questo caso. Quello che stiamo cercando di fare è aiutare questi ragazzi a concretizzare il loro sogno, la loro impresa dandogli degli strumenti che possano permettere di correre rapidamente, mettendo in piedi un’azienda piccolina, ma capace di confrontarsi con il resto del mercato. Le iniziative vanno su vari fronti, ce ne sono alcune che mirano a diventare leader nel disegno dell’interfaccia per applicazioni dell’Iphone o altre che puntano a costruire un sistema, un’applicazione, un portale che consenta di coltivare un orto nel modo appropriato attraverso le quattro stagioni con l’ausilio di internet”.

Tante le iniziative e i progetti da portare avanti, tanti anche i problemi da affrontare.

“Il problema principale su cui lavorare è semplificare tutto il processo che permetta a un giovane di partire con la propria iniziativa per cui quello che stiamo cercando di fornire sono una serie di suggerimenti che permettano alle istituzioni di fare un confronto con i rappresentanti di questo mondo, dall’altro dare degli spunti per comprendere questo fenomeno che poi è alla base di una possibile ripartenza del sistema paese in modo che i giovani possano muoversi più facilmente in questa direzione”.

A ognuno il suo. Se alle istituzioni si chiede prima di tutto di prestare attenzione a questo universo in continua espansione, ai giovani si domanda sicuramente impegno e determinazione.

“Il requisito più importante che un giovane deve avere per intraprendere questa strada è la determinazione. Oggi si stanno riscrivendo tantissimi modelli di business perché la tecnologia consente di abbattere tante barriere che prima potevano essere un impedimento per partire con un’impresa. Se 30 anni fa volevo vendere un prodotto non potevo non confrontarmi con il bisogno di uno spazio fisico, reale. Oggi l’e-commerce consente di fare tutto da dietro una scrivania, allestire una vetrina e presentare i prodotti, tutte cose alla portata di tutti tanto più in Italia dove l’alta penetrazione degli smarthphone rispetto a tanti altri paesi ci dice che tutti possono sognare di mettere su un’impresa o cogliere quest’opportunità”.

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