Standard & Poor's: i rating dei paesi Euro non cambierà

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Qualche considerazioni sulle affermazioni di Standard & Poor's sul pianto anti spread della Banca centrale europea

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Fatemelo dire: a volte mi sembra che quelli delle agenzie di rating non ne capiscano un granché di economia, o che obbediscano ad altre logiche. Hanno dato dei rating di tripla A - ovvero il massimo - alle obbligazioni della Lehman Brothers fino al giorno prima del default della banca. Non si sono mai accorti di quello che combinavano dentro Parmalat, e anche grazie ai loro giudizi è stato possibile vendere dei veri e propri pacchi come le obbligazioni che avevano in pancia i mutui subprime… (Foto: Infophoto)

Quindi non c’è da stupirsi se ieri Standard & Poor’s abbia commentato il programma di acquisto dei bond pubblici della Banca centrale europea affermando che probabilmente darà benefici all’eurozona ma, non avrà effetto sul rating dei singoli paesi della zona Euro.

Ora per fare una piccola lezione d’economia, il programma della Bce dovrebbe permettere una riduzione della spesa per interessi. Se prendiamo per buoni i conti fatti dalla Confindustria ci si può aspettare nel medio periodo un aumento, solo per minori interessi pagati sul debito pubblico, del PIL dello 0,9%. E l’aumento del Prodotto Interno Lordo migliora la situazione dei conti pubblici, in un circolo virtuoso che dovrebbe permettere al bilancio statale di rilanciare l’economia.

E quindi è ovvio che il piano della Bce è un ottimo tentativo per uscire dalla spirale recessiva in cui eravamo finiti. Sarebbe bene comunque che il nuovo governo continui sulla strada tracciata da Mario Monti in termini di attenzione alla spesa…

http://economiaefinanza.blogosfere.it/2012/01/standards-poors-cose.html
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