Inps e la trattenuta ONPI: pensionati saccheggiati, addio trasparenza. L'Ente non esiste più da 40 anni

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Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato il commento lasciato da Flavio sulla restituzione dei contributi versati all’Ina per l’iscrizione a Fondi di previdenza soppressi. Tra i punti evidenziati anche l'esiguità delle somme restituite ai pensionati.

Ha lasciato un messaggio anche Andrea, in rappresentanza di un gruppo di pensionati e ha sollevato il mistero della trattenuta ex Onpi, ente che non esiste più da 40 anni. Ecco cosa ha risposto Giulio:

L’ONPI è un Ente sciolto da 40 anni. Il punto non è questo, ma il fatto che il prelievo forzoso rimasto in essere ancor oggi, risulta trasferito dall’INPS al Tesoro, e suo tramite alle Regioni, che lo inseriscono tra i propri flussi in entrata senza riservarlo agli scopi che suffragavano la trattenuta originaria, o quanto meno, senza documentarne la destinazione effettiva.

Ciò posto, non è azzardato supporre che, venendo meno la necessaria trasparenza, il contributo ex ONPI sia investito (si fa per dire) in altri capitoli di spesa, non esclusa quella improduttiva. Molti pensionati ignorano totalmente la natura di quel prelievo (minimo in cifra assoluta, ma pur sempre pari a 2,5 milioni di euro complessivi).

Alla stregua della Vostra conclamata sensibilità sociale, avremmo piacere di un Vostro impegno, se non altro per dare un esempio agli altri, su due fronti oggettivamente non difficili: quello della trasparenza sulla destinazione dei fondi ex ONPI, e quello di una corretta informazione alle categorie più deboli, ed in primo luogo a quella dei pensionati.

Resta il fatto che la trattenuta generalizzata ex ONPI è un’iniquità morale ancor prima che una illegittimità amministrativa, perché, ferme restando le competenze delle Regioni e degli altri Enti locali in tema di assistenza agli anziani, il loro finanziamento da parte istituzionale potrebbe e dovrebbe essere assicurato da ben altri flussi, e non certo da un balzello di sapore vagamente borbonico a  danno degli stessi Soggetti destinatari dell’aiuto.

Certamente, il problema coinvolge una volontà politica che trascende quella delle singole Regioni ed investe competenze di Parlamento e di Governo, ma negarlo a priori, o circoscriverlo a “chiarificazioni burocratiche” se non anche a constatazioni circa il trattamento poco edificante riservato ai pensionati, significa indulgere ad una demagogia che si confidava, evidentemente a torto, essere stata superata dal nuovo corso politico. 

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