Crisi, vendo un rene su Internet: la disperazione di Eleonora, 19 anni

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Made in Italy in crisi, tra prestiti negati delle banche, usurai in agguato e imprenditori suicidi. Ieri abbiamo pubblicato l'intervista a Giuseppina Virgili, piccola imprenditrice toscana in grave difficoltà a seguito della crisi. Ci ha raccontato la sua storia e quella della figlia che, per aiutarla, ha deciso di mettere in vendita un rene su Internet. Eleonora, 19 anni, ha inviato questa lettera alle istituzioni e ai quotidiani per raccontare cosa significhi rinunciare al futuro in un paese dove i sogni rimangono nel cassetto. Ecco cosa ha scritto:

Quando mi chiedo cosa voglio fare da grande mi rispondo: non lo so. I sogni di una diciannovenne sono tantissimi, ma le aspettative di uno Stato come l'Italia sono più o meno nulle e spesso mi trovo ad immaginare una vita lontana dalla mia casa e dalla mia famiglia, dato che, per aiutarla, qualcosa mi dovrò inventare. "Proverò con le lingue", mi sono detta. E così ho frequentato il liceo linguistico, convinta del fatto che, sapendo tre lingue straniere, avrei avuto offerte di lavoro a bizzeffe.

Poi ho realizzato che, con quello che sta accadendo, l'Italia può offrirmi tutto meno che lavoro. Così ho scelto la via del connubio fra studio e lavoro, e ho aperto una impresa di abbigliamento con mia madre, una donna capace di resistere a qualsiasi colpo. Ora però sta cadendo a tappeto. Sono stanca di vederla appassire giorno dopo giorno per una causa idiota, la selezione bancaria delle imprese. Si parla tanto di aiutare le imprese a risalire da un abisso infernale quando, in realtà, sono proprio gli istituti di credito a spingerle più in basso, a pigiarle a fondo e a lasciarle agonizzare.

Le mie opportunità sono moltissime visto che da un momento all'altro potrei abbandonare tutto e andarmene, convinta che fuori di qui mi aspetti il mondo di Alice nel paese delle Meraviglie (idea del tutto opinabile, ma voglio crederci), ma una donna di cinquant'anni con 30 anni di carriera alle spalle che cosa può fare, oltre che gestire un'impresa al meglio?

Ho provato a consigliarle di vendersi un rene, ma mi ha detto che ormai è vecchia ed i suoi non funzionano più tanto bene. Dunque potrei farlo io, quantomeno potrei vedere il portafoglio più gonfio rispetto a quei 15 euro più qualche centesimo che fra me e mia madre riusciamo a recuperare.

Cara Italia, se hai bisogno di uno dei miei reni per riportare una famiglia ad una vita non dico normale, ma almeno in cui non manchi cibo, bene: schifata, te lo donerò volentieri. E quando un giorno verrai a chiedermi che lavoro vorrò fare da grande continuerò a dirti che non lo so, continuerò a bruciare i miei sogni, a fare sacrifici per correre verso la mia "Sehnsucht", la ricerca dell'infinito. Con un rapido calcolo posso ben considerare che con due volte avrò finito le aspettative e quando i reni saranno finiti io cosa farò?

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