Governo Monti: manovra fiscale in primis, lacrime per gli italiani?

Il nuovo governo Monti deve fare in fretta con la manovra fiscale: i mercati chiedono che l'intervento sia rapido. Nel post tutte le possibili future manovre.


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La nuova compagine governativa (ecco la lista dei ministri) ha prestato giuramento ieri e si avvia oggi (qui il programma della giornata) verso il voto di fiducia al Senato.

La priorità per il nuovo governo tecnico è il risanamento dei conti pubblici, secondo quanto richiesto quest'estate dalla Bce, e di cui Monti avrebbe discusso nel corso delle consultazioni con le parti sociali, prima di sciogliere la riserva sul suo incarico.


Il tempi sono stretti e a mettere ancora più fretta a Monti & Co è Angela Merkel che, in un incontro con gli industriali a Berlino, ha ribadito l'importanza per il nuovo governo italiano di "sfruttare velocemente la forza economica del paese" per superare la crisi. 



Ma la Merkel sembra aver fiducia in Super Mario, così come il presidente Ue van Rompuy e il presidente della Commissione Ue Josè Manuel Barroso che ha giudicato positivamente "la sua determinazione a superare la crisi".


Come farà il nuovo Governo a salvarci dal baratro? E c'è anche chi teme che per i comuni cittadini questo sia solo l'inizio della fine...


Quello che più preoccupa, infatti, sono le misure fiscali, come il ritorno dell'imposta sulla prima casa (Ici), abolita nel 2008, e la temutissima patrimoniale che andrebbe a colpire i patrimoni solo per il fatto di possederli e non solo se da questi ne scaturisce un reddito


Altra questione spinosa sono le pensioni, come riporta Alessandro Pignatelli su Cronaca e Attualità 2.0:


La previdenza è la prima e più difficile battaglia che il governo si trova ad affrontare. Per questo motivo, è stata scelta Elsa Fornero come nuovo ministro del Welfare: è tra i massimi esperti in materia nel nostro Paese. Ue e Bce hanno chiesto l'abolizione della pensione di anzianità. Un compromesso potrebbe essere rappresentato dalla flessibilità d'uscita: penalizzazioni e premi dal momento in cui un lavoratore decide di lasciare il lavoro, tra i 62 e i 67-70 anni. C'è però sul tavolo anche quota 100, ossia l'abolizione totale delle pensioni dal 2015. Nei prossimi quattro anni, il mix minimo per andare in pensione salirebbe di quattro punti (oggi è a quota 96). Verrebbe esteso a tutti il sistema di calcolo contributivo pro-rata.


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