Start up rosa: Timbuktu, il primo Ipad magazine per bambini

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Da Bologna a San Francisco, la start up creata da Elena Favilli e Francesca Cavallo ha appena vinto l'Italian Innovation Award. E' solo l'ultima di tante vittorie.

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Nel decalogo dei valori che hanno ispirato il loro progetto il coraggio occupa l’ultima posizione.

Prima vengono immaginazione, comunicazione, bellezza, creatività, semplicità rispetto, qualità, amore e onestà. Eppure a Elena Favilli e Francesca Cavallo di coraggio ce n’e voluto tanto per realizzare Timbuktu, il primo magazine per Ipad dedicato ai bambini che ha appena vinto l’Italian Innovation Award.

Coraggio, dunque. Fin dal giorno in cui le due ragazze meno che trentenni si sono incontrate a Bologna e hanno deciso di creare insieme una strat up. Elena veniva dagli Stati Uniti dove aveva studiato giornalismo e aveva appena concluso la sua tesi di laurea sul “citizen journalism”. Rientrata in Italia aveva presentato il suo lavoro al Tesi Camp di Milano, un evento dove i giovani neolaureati nel settore dell’innovazione digitale incontrano le aziende. Spinta dal team di Working Capital, conquistato dal progetto del suo magazine digitale, Elena partecipa anche alla competizione di Telecom Italia per sostenere i talenti del 2.0. E lì, a Bologna, incontra Francesca Cavallo, giovane filmmaker con tanti progetti in tasca.

Elena vince e con i 20mila euro del premio insieme a Francesca mette su una squadra per dare il via a Timbuktu. A novembre partecipano a Mind The Bridge, l’iniziativa di Marco Marinucci per creare un ponte fra i talenti italiani e la Silicon Valley. Sono le uniche donne della competizione, le chiamano “le girls” e loro salgono sul palco per presentare il primo numero del magazine. Conquistato tutti con la loro presentazione e vincono: tre mesi a San Francisco.

A febbraio sono arrivate in California con il secondo numero del magazine, un gioiello di grafica, interazione, giochi e informazioni realizzato in collaborazione con i bambini degli asili di Reggio Emilia.

Non sanno ancora se torneranno in Italia, ma lo vorrebbero. “C’è una nuova generazione di stratupper che vuole fare innovazione coniugando impatto sociale e ricchezza” ha detto Elena.

Le aspettiamo.

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