Spending review 2012: sanità, pubblico impiego e province, ecco che cosa cambia con il decreto

Il decreto sulla spending review è stato approvato dal Cdm. Vediamo che cosa cambia per scuola, sanità, pubblico impiego

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Il decreto sulla spending review è stato approvato dal Consiglio dei Ministri, dopo 7 ore di consultazioni, al termine delle quali Mario Monti ha tenuto una conferenza stampa (guarda qui il video). (Foto Infophoto)

Nei prossimi sei mesi del 2012 sono previsti tagli per 4,5 miliardi, che saliranno a 10,5 nel 2013 e a 11 nel 2014, per un totale di 26 miliardi, cifra che permetterà, almeno fino al 2013, di evitare il temutissimo aumento dell'Iva.


Vediamo che cosa cambia con il nuovo decreto.


Sanità - Si salvano gli ospedali più piccoli. Viene, però, anticipato il taglio del 5% sull'acquisto di beni e servizi che doveva entrare in vigore dal 2013, con la rinegoziazione dei contratti in essere. 
Relativamente ai farmaci, il governo ha optato per l'aumento dello sconto obbligatorio di farmacie e aziende farmaceutiche nei confronti del Servizio sanitario nazionale. 


Province - Entro l'anno dovranno scendere a 50. Verranno create inoltre 10 nuove città metropolitane, (Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria). 


Istruzione - E' stata confermata la spesa di 103 milioni di euro che garantisce l'acquisto di libri scolastici da distribuire gratuitamente agli studenti.
10  milioni vanno alle Università non statali, con un taglio del 50%, mentre saltano invece i fondi per scuole private.
È  stato previsto un aumento di 90 milioni di euro per il Fondo di intervento integrativo per la concessione dei prestiti d'onore e l'erogazione delle borse di studio, che verrà ripartito tra le regioni.


Statali - E' previsto un taglio a livello dirigenziale di almeno il 20% e di almeno il 10% dell'altro personale.
E' prevista, inoltre, una riduzione dello spazio previsto per gli archivi e per ogni impiegato: tra i 12 e i 20 metri quadrati a persona nei palazzi di nuova costruzione e tra i 20 e i 25 negli altri.
Le P.A. non potranno più usufruire delle consulenze di dipendenti pubblici in pensione.
I buoni pasto non potranno superare il valore nominale di 7 euro. 


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