Caldo record Italia: tutti i danni alle colture regione per regione

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La siccità sta atterrando l'agricoltura del Paese, come segnala allarmata la Coldiretti. Ecco la situazione delle colture regione per regione

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Il caldo torrido di questa estate 2012 (Foto Infophoto) sta provocando danni ingenti alle colture del nostro Paese, come segnala la Coldiretti elaborando ”la prima mappa della sete regione per regione”.

Si stimano tagli della produzioni che a livello nazionale vanno dal -20% per il pomodoro al 30% per il mais fino al 40% per la soia, forti riduzioni per la barbabietola da zucchero con il dimezzamento della produzione nelle regioni del Nord e per il girasole (-20%) mentre la vendemmia si preannuncia una delle più contenute dell’ultimo secolo anche se di buona qualità.

Male anche per l’allevamento con le mucche che hanno prodotto in media dal 10 al 20% di latte in meno con punte che arrivano anche al 50% nei giorni più roventi. I maiali stanno consumando fino al 40% in meno della consueta razione giornaliera di 3,5 chili di mangime e con un conseguente sostanziale calo dell’accrescimento. Le galline producono meno uova e le api non riescono a prendere il polline e il nettare mettendo a rischio la produzione di miele.

Le regioni più colpite dalla siccità si trovano al Nord ma perdite rilevanti si sono verificate nel centro Italia e nel mezzogiorno. Vediamo la mappa della sete regione per regione.

Veneto - A causa della siccità in Veneto sono più di 350mila gli ettari in forte sofferenza, con perdite che vanno dal 20 all’80% della produzione a seconda delle zone e delle colture. L’intera superficie agricola delle province di Rovigo e Venezia risulta colpita mentre in quella di Padova la perdita media per l’intera provincia è nettamente superiore al 30%, con punte che arrivano anche al 100% nelle zone non irrigate della Bassa Padovana con una prima stima dei danni per la provincia che si attesta sui 130 milioni di euro, senza considerare l’indotto, secondo la Coldiretti. Quello che sta vivendo il Veneto è un problema non solo ambientale ma anche economico con il calo delle rese stimato in oltre 7 milioni di quintali (rispetto ai 10 preventivati) per il granoturco e la soia intorno ai 560 mila quintali (esattamente la metà delle stime iniziali). 

Piemonte - Le scarse precipitazioni estive stanno destando fortissime preoccupazioni tra gli imprenditori agricoli della Coldiretti piemontese. In molti alpeggi delle Province di Cuneo e Torino sono esaurite le risorse foraggere. Molti malgari sono costretti a decidere se demonticare in anticipo o acquistare e trasportare in alpe foraggio con costi elevatissimi in alcune malghe, come nel caso di Ormea (Cn), dove scarseggia addirittura l’acqua tant’è che questa viene rifornita con autobotti dei vigili del fuoco e della protezione civile. La siccità preoccupa gli agricoltori anche a Vercelli e Biella. Caldo torrido e mancanza di acqua stanno compromettendo il raccolto di migliaia di ettari di terreno coltivato. 

Lombardia - Per salvare campi e raccolti gli agricoltori sono costretti a usare a pieno regime le pompe per pescare l’acqua dai canali e irrigare e così il consumo di gasolio è aumentato del 30% rispetto alle medie degli scorsi anni.   

Emilia Romagna - A soffrire sono stati soprattutto i settori del mais, del pomodoro da industria e il comparto ortofrutticolo secondo quanto emerso nel corso di una apposita riunione della consulta agricola regionale. Il lungo periodo di siccità, iniziato lo scorso novembre, combinato alla alte temperature del clima per periodi prolungati hanno compromesso una parte rilevante delle colture, soprattutto a Nord della via Emilia, in provincia di Ferrara e Bologna, con perdite fino al 100% del raccolto.

Abruzzo - In difficoltà soprattutto le coltivazioni del Fucino dove si registra una riduzione dei raccolti per gli ortaggi dove non è stato possibile irrigare con un calo del 30% della produzione di finocchi, radicchi e carote. 

Toscana - 60 milioni la prima stima dei danni provocati da caldo e siccità stilata dalla Coldiretti: il 30% del pomodoro, il 50% di mais, girasoli e barbabietola sono già persi ma anche olio e vino stanno soffrendo. Complicata la situazione è anche nelle stalle: nei pascoli la produzione di foraggere è praticamente azzerata e la mancanza di foraggi freschi ha avuto inevitabili ripercussioni sulla lattazione dei bovini con lo stress che ha già provocato una diminuzione della produzione di latte intorno al 20%, come per le uova, per non parlare dei costi per l’alimentazione. Gli allevatori sono costretti ad utilizzare le scorte invernali cosa che si traduce in un sensibile aggravio dei costi e nella necessità di andare a reperire il fieno anche fuori dalla regione. La produzione dei celebri e apprezzati vini toscani quest’anno sarà scarsa: nelle botti infatti finirà il 20% in meno del prodotto 2011, secondo la Coldiretti che teme di veder precipitare ancora la resa delle uve se non si modificheranno le condizioni meteorologiche nei prossimi dieci giorni.

Umbria - Anche in Umbria ci potrebbero essere le condizioni per avviare le procedure per la dichiarazione dello stato di calamità naturale per il settore agricolo a causa della siccità. Infatti sulla base di un primo monitoraggio a livello regionale, il persistente caldo e la prolungata siccità legata all’arrivo di ripetute ondate di calore, stanno compromettendo i futuri raccolti, non solo delle colture annuali, girasole, mais, fieno, tabacco, ma anche, addirittura, delle colture pluriennali quali, vite e olivo. Complicata anche la situazione nelle stalle, dove lo stress per l’eccessivo caldo, sta provocando una riduzione della produzione di latte; effetti negativi si riscontrano anche sui pascoli, con ripercussione sui bovini da carne. 

Molise - Nella regione le temperature a luglio sono state di 3 gradi superiori alla media con effetti sulle coltivazioni. In difficoltà i pascoli per la mancanza di foraggi

Lazio - Codice rosso per l’agricoltura del Lazio dove in alcune zone come il viterbese ormai non piove da mesi e la prolungata siccità, legata all’arrivo di ripetute ondate di caldo, ha del tutto compromesso le produzioni agricole. Ad essere colpiti sono castagneti, noccioleti, oliveti, vigneti e ortofrutta, in pericolo ci sono anche gli allevamenti zootecnici, sia bovini che ovini, che per la mancanza di foraggio e per l’afa hanno ridotto drasticamente la produzione di latte bovino e ovino. gli effetti del caldo si fanno sentire anche sugli allevamenti avicunicoli. 

Marche - La siccità rischia di azzerare la produzione di girasoli, mais e foraggio nella provincia di Pesaro. Le alte temperature registrate in provincia a luglio, con le massime superiori anche di 6 gradi rispetto alla media storica, e la scarsissima pioggia caduta hanno portato a un calo della produzione di girasole che va dal 20% al 90% per chi ha seminato tardi, con le piante in fase di crescita che hanno sofferto da subito lo stress idrico. Considerato che nella provincia pesarese se ne raccolgono ogni anno circa 130mila quintali, il danno economico rischia di essere pesantissimo per le imprese agricole già provate dalla crisi. A ciò si aggiungono le devastazioni inferte ai foraggi, con i pascoli devastati, e al mais.

Puglia - Sono 108 i milioni di metri cubi di acqua in meno negli invasi pugliesi all’inizio di agosto 2012, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, una situazione da allarme rosso per le produzioni orticole, frutticole e gli animali. La prolungata e ricorrente siccità mette a rischio gli investimenti avviati per l’annata agraria di ortaggi e frutta. Oltre a provocare un forte abbattimento del reddito delle imprese agricole determina un’elevata perdita di economia indotta: si registra, infatti, una diminuzione secca delle giornate lavorative offerte dall’agricoltura, ma anche una decisa contrazione della spesa a monte e a valle del settore primario. La grave siccità che sta colpendo la Puglia si traduce in un calo produttivo del 25% per il pomodoro, coltura già fortemente provata dalla crisi idrica dell’anno scorso. Il problema riguarda in generale tutte le ortive, con un calo generalizzato del 20% ma la scarsa disponibilità di acqua sta facendo sentire i suoi effetti anche sui vigneti di uva da tavola e da vino e il caldo sta determinando cali considerevoli della produzione di latte. Le mucche hanno prodotto in media dal 10 al 20% di latte in meno con punte che arrivano anche al 50% nei giorni più roventi.

Campania - La siccità preoccupa gli agricoltori della Campania con il caldo torrido e mancanza di acqua che stanno compromettendo prevalentemente il raccolto di centinaia di ettari di terreno coltivato a nocciolo e castagne con danni anche alle coltivazioni di mais, pomodoro e uva e tabacco con danni stimabili in circa 50 milioni di euro dalla Coldiretti. Per garantire le irrigazioni è stata fatta alla Regione una richiesta di assegnazione integrativa di carburante agricolo per l’irrigazione con amenti dei costi per le imprese.

LINK UTILI 

Meteo Estate Italia 2012: caldo record in agosto, arriva Lucifero.

Come combattere il caldo record: i consigli alimentari.

Come combattere il caldo record: i consigli del Ministero della Salute.

Caldo record estate 2012: consigli contro l’insonnia da afa.

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  • nickname Commento numero 1 su Caldo record Italia: tutti i danni alle colture regione per regione

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    Coltivare il Mias in Italia è semplicemente una Pazzia. Il Mais va coltivato invece a Nord delle Alpi, dove piove.Qui a Wädenswil, a 20 Km. da Zurigo le piantagioni di Mais sono rigogliose, non sono mai state irrigate ( anche se fosse il caso, il governo Elvetico dice - niet !- )Il fiume Po è in secca,tutti gli affluenti del grande fiume, vengono dissanguati,per produrre più Mais. I problemi contingenti vengono volutamente ignorati. Le falde acquifere ormai sono asciutte, ma questa lobby è molto forte , egoista e miope. Scritto il Date —