Economia, non sarebbe male capirci un po' di più

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di Daniele Lombardo

Non sono molto "ferrato" in economia. Forse è la giovane età, forse è il corso di laurea che non mi permette di approfondire molto questi argomenti, forse è il tipo di lavoro che mi tiene lontano dagli argomenti finanziari. In realtà vorrei occuparmi di economia, ma mi sembra sempre tutto troppo complicato. Sui giornali si parla molto di tematiche finanziarie ma sono sempre discorsi per addetti ai lavori, visto che non riesco a leggere ilSole24Ore senza aprire il dizionario ogni due parole.

In realtà vorrei capirci qualcosa di più perché in materia economica ho sempre la sensazione che i cittadini poco ci capiscano e che, ai governanti (di destra o sinistra) faccia piacere tenere il popolo nell'ignoranza.

Un esempio? Le ricariche dei cellulari. Dal 4 marzo è entrato in vigore il decreto Bersani con il quale è stato abolito il costo di ricarica. E' stato presentato come un grande passo avanti economico. "L'Italia si adegua all'Europa" tutti gridavano. E anche io ero contento di non dover pagare i soliti 5 euro destinati non so a chi. Addirittura qualcuno chiedeva a gran voce: "Abolito il costo di ricarica, facciamo togliere anche lo scatto alla risposta", quasi invocando la riscossa dei cittadini da tempo subissati di tasse, costi e ingiustizie.

Il 4 marzo il costo di ricarica è stato abolito. Il giorno dopo già ricevevo i messaggi dalla compagnia telefonica che mi avvisava circa l'aumento della mia tariffa, che passava da 10 a 12 centesimi al minuto. Però, che vantaggio questo decreto! Mia madre, addirittura, ha ricevuto un sms dalla compagnia in cui le si diceva che (nome-gestore)10 sarebbe diventata (nome-gestore)12, senza fare riferimento al fatto che si trattasse di un cambiamento di tariffa. E infatti lei è scesa dalle nuvole quando le ho chiarito che, levato il costo di ricarica, avrebbe pagato più di prima.

ricariche.jpgEppure, nonostante questa "truffa" (come altro la chiamereste), tutto è stato messo nel dimenticatoio. Il mondo gridava soddisfatto all'idea del decreto, poi se ne è stato in silenzio una volta aumentate le tariffe, con l'atteggiamento di chi non ci capisce molto di economia e ha la brutta sensazione che "tanto, anche se mi lamento, da solo non posso cambiare la situazione".

L'Italia è un Paese con la memoria corta (basta vedere cosa sta succedendo in politica estera in questo periodo) però a volte la memoria è un po' troppo corta. Tutti si lamentano il tempo sufficiente per avere qualcosa di cui sparlare. Non riesco a capire perché, in economia come in altri ambiti, non ci sia mai la voglia di capirci qualcosa in più. Se non lo si vuole fare per cultura propria, che lo si faccia per interesse materiale, visto che molte questioni economiche ci riguardano da vicino. Per intenderci, il fatto di non ottenere risultati agendo singolarmente, è soltanto un giustificato timore o spesso è un buon alibi?

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