Inpdap e pensioni di anzianità: i contributi dei lavoratori pubblici, dipendenti e autonomi

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UPDATE! 6 marzo Inpdap e pensionati: ecco chi ha diritto alla quattordicesima. Compilate il modulo  

4 febbraio Inpdap: con la Finanziaria 2008 cambia la modalità d'iscrizione. Addio al silenzio assenso?

Nei mesi scorsi avevamo dedicato alcuni post all'Inpdap e in particolare al silenzio assenso denunciato da alcuni pensionati e al libricino che dovreste avere se siete iscritti.

Oggi è Ecodiario ad approfondire l'argomento alla luce delle pensioni di anzianità. Ecco cosa scrive:

L'Inpdap costituisce il polo previdenziale per i pubblici dipendenti e gestisce i trattamenti previdenziali (pensionistici e di fine rapporto), creditizi (prestiti e mutui) e sociali dei dipendenti iscritti all'Istituto (Case Albergo per anziani, convitti, centri vacanze, assegni e borse di studio per i giovani).

Già che parliamo di pensioni e giacchè le pensioni pubbliche riguardano la gran parte dei lavoratori ancora attivi ma prossimi al pensionamento è meglio per prima cosa chiarire il concetto della pensione di anzianità anche alla luce del famoso provvedimento del welfare che di fatto permetterà a molti di andare in pensione anticipatamente di qualche anno rispetto a chi ha oggi un'età comrpesa fra i 35 ed i 45 anni.

I requisiti per l'ottenimento della pensione di anzianità e finestre sembrano non cambiare rispetto a quelli attualmente in vigore. Quindi, altro che abolizione dello scalone. Inoltre, secondo la riforma, non ancora convertita in legge, chi continua a lavorare pur avendo diritto alla pensione di anzianità può beneficiare del bonus pari al 32,7% della retribuzione imponibile (esentasse) per il periodo dal 2004 al 2007. Ma i requisiti diventano anche più restrittivi dopo il 2007. Vediamo le differenze tra dipendenti pubblici, privati e lavoratori autonomi.

Per i lavoratori pubblici e privati:

Dal 2008 al 2009: requisito minimo contributivo di 35 anni (non si considerano i contributivi figurativi per malattia e disoccupazione indennizzata per il raggiungimento dei 35 anni) ed età di 60 anni (che riguarda i soli uomini, in quanto le donne con 60 anni vanno in pensione di vecchiaia).
Dal 2010 al 2013: requisito minimo contributivo di 35 anni e l’età di 61 anni.
Dal 2014 in poi: requisito minimo contributivo di 35 anni e l’età di 62 anni.

In via sperimentale solo per le lavoratrici dipendenti si confermano i requisiti attuali (minimo contributivo di 35 anni ed età di 57 anni) per l’accesso alla pensione di anzianità con la penalizzazione consistente nella liquidazione della pensione con il sistema di calcolo completamente contributivo.

Per i lavoratori autonomi (coltivatori diretti, coloni, mezzadri, artigiani e commercianti):

Dal 2008 al 2009: requisiti minimo contributivo di 35 anni e 61 anni di età.
Dal 2010 al 2013: requisito minimo contributivo di 35 anni e l’età di 62 anni.
Dal 2014 in poi: requisito minimo contributivo di 35 anni e l’età di 63 anni.

Sperimentalmente fino al 31 dicembre 2015 viene confermata solo per le lavoratrici autonome il diritto alla pensione di anzianità con il requisito minimo di 35 e l’età di 58 anni (la pensione, però, verrà liquidata con il sistema contributivo). Anche qui vale il requisito alternativo dei 40 anni di contribuzione prescindendo dall’età.

Il provvedimento comunque si riprende con la mano destra ciò che la sinistra ha dato in termini di anticipo del pensionamento, impostando alcune finestre temporali:

Per i lavoratori dipendenti: dal 2008 in poi le finestre da quattro diventano due. Per i lavoratori dipendenti le future finestre scattano nella maniera seguente: quando la maturazione dei requisiti si verifica nel secondo trimestre dell’anno la finestra è quella del 1° gennaio dell’anno successivo con età pari a 57 anni entro il 31 dicembre; con requisiti perfezionati nel quarto trimestre dell’anno, la finestra è quella del 1 luglio dell’anno successivo. Per il personale del comparto scuola si continuano ad applicare anche dopo il 2007 le disposizioni contenute nell’articolo 59, comma 9, della legge 449/97 (una sola finestra al 1° settembre).

Finestre dei lavoratori autonomi: da quattro le finestre vengono ridotte a due. Ecco le future finestre: i lavoratori autonomi che conseguono il trattamento pensionistico di anzianità entro il secondo trimestre dell’anno possono andare in pensione con decorrenza (finestra) dal 1 luglio dell’anno successivo, mentre se in possesso dei previsti requisiti entro il quarto trimestre dell’anno, si vedranno aprire la prima finestra utile il 1° gennaio del secondo anno successivo alla data di conseguimento dei requisiti.

Per ulteriori dettagli visitate Ecodiario

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