Ina, soppressi i Fondi di previdenza, i vostri contributi all'Inps: come chiedere la restituzione

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Riceviamo e pubblichiamo il commento lasciato da Flavio sulla restituzione dei contributi versati all’Ina per l’iscrizione a Fondi di previdenza soppressi. Ecco cosa scrive:

Il 3 dicembre scorso si è svolto un incontro tra le Organizzazioni sindacali dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil e la Direzione generale dell’Inps. Oggetto dell’incontro: la soppressione dei fondi speciali di previdenza gestiti dall’Istituto nazionale di assicurazioni (Ina) e il trasferimento delle risorse di questi fondi al Fondo pensioni lavoratori dipendenti dell’Inps. La questione è stata recentemente sollevata dai media e in particolare dalla trasmissione “Mi manda Rai Tre. Si ricorda che con la legge 144 del 1999 i fondi speciali di previdenza per gli impiegati gestiti dall’Ina sono stati soppressi.

Le modalità e i criteri attuativi sono stati stabiliti da un successivo decreto, che ha disposto il trasferimento dall’Ina all’Inps delle posizioni e delle disponibilità economiche relative ai sei fondi soppressi, nonché la liquidazione di quanto dovuto a ciascun lavoratore, dietro domanda degli interessati. Tutti i lavoratori iscritti ai fondi hanno oggi i requisiti necessari per la liquidazione dei propri conti individuali, fermo restando l’obbligo della domanda.

Nella disposizione originaria dell’Inps era richiesta la compilazione di uno o più moduli da parte dell’azienda o delle aziende che hanno versato i contributi previdenziali. Spi, Fnp e Uilp avevano evidenziato all’Inps come ottenere concretamente i rimborsi potesse rivelarsi difficile per i lavoratori, che potevano non essere più in grado di allegarealla domanda questa documentazione dei datori di lavoro, così come richiesto espressamente dall’Inps.

L’Inps ha accolto la richiesta di semplificazione dei Sindacati dei pensionati. Non sarà quindi indispensabile corredare la domanda con la dichiarazione aziendale, ma sarà sufficiente che siano indicati la ragione sociale, la sede dell’azienda, il periodo di versamento. Proprio in considerazione delle oggettive difficoltà di reperimento dei dati richiesti, l’Inps, nel corso dell’incontro con Spi, Fnp e Uilp, ha dunque precisato che la mancanza della dichiarazione aziendale non costituirà ostacolo alla presentazione della domanda e quindi alla restituzione dei contributi.

Chi non abbia difficoltà a procurarsi tale dichiarazione agevolerà le operazioni di controllo e quindi accelererà i tempi di restituzione. I contributi versati saranno restituiti dietro presentazione della domanda presso la sede Inps competente per territorio, utilizzando l’apposito modulo predisposto dallo stesso Ente previdenziale.

L’Inps si è anche impegnato a predisporre un modulo per la richiesta dei contributi anche per i titolari di reversibilità. Per quanto riguarda la fase operativa, le sedi territoriali dell’Inps avranno a disposizione l’elenco nominativo degli aventi titolo al rimborso e una procedura che renderà possibile la gestione dell’archivio, permettendo il controllo dell’identità dei soggetti ed evitando duplicazioni di pagamento.

L’Inps, nel corso dell’incontro con Spi, Fnp e Uilp, ha poi evidenziato che il maggior numero di interessati all’operazione di restituzione sono impiegati dell’industria e i loro superstiti. Si tratta di circa 300.000 persone, di cui quasi 6.000 hanno già avuto il rimborso. I Sindacati dei pensionati hanno chiesto all’Inps tempi rapidi nell’attivazione delle procedure e della fase operativa, per consentire agli interessati, eliminate per quanto possibile le difficoltà, di vedersi restituire i contributi versati.

Questi contributi sono capitalizzati a un tasso composto del 4,25%, fino al 30 giugno 1999, data di soppressione dei fondi. Per il periodo successivo, il rendimento è pari al tasso d’interesse legale fino alla maturazione del diritto alla liquidazione della prestazione, definitivamente acquisito con il trasferimento delle disponibilità economiche dall’Ina all’Inps. Le somme sarebbero corrisposte indipendentemente dalla prescrizione.

Va tuttavia evidenziato che le somme che saranno restituite sono di importo modesto e che alcune domande, tra quelle presentate dai pensionati, potrebbero non essere accolte, perché il richiedente potrebbe aver già ricevuto la liquidazione del montante Ina all’atto della cessazione dal servizio, insieme alle competenze ricevute dall’impresa di cui era dipendente, senza accorgersene, proprio a causa dell’esiguità della somma. (10 dicembre 2007)

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